Crédit Émilie Porée.

«Look at Her»: l’allenatrice

TRADOTTO DA CLAIRE SIRITO-OLIVIER E CORRETTO DA BENEDETTA MARIA CAIAZZO

Nell’ambito del progetto «Look At Her», Émilie Porée attraversa il Sud-Est asiatico incontrando donne di larghe vedute per farne il ritratto. Ecco l’incontro con Romina, il cui scopo è aiutare le donne cambogiane ad integrarsi meglio nella società grazie allo sport, in particolare, il frisbee.

Romina, olandese, è appassionata di sport. “In Olanda giocavo in una squadra regionale di volleyball”. Arrivando in Cambogia ha tentato di trovare una squadra per continuare la pratica di questa disciplina ma a Phnom Penh “sono essenzialmente gli uomini che praticano un’attività sportiva”. Di fronte alle difficoltà incontrate per giocare a pallavolo, Romina ha deciso di orientarsi verso un altro sport. Ha scoperto l’ultimate (frisbee), composto da sette giocatori di cui almeno due sono donne. Giocando inizialmente per piacere, Romina si è inserita nella squadra principale, i “Monkey god”. Hanno giocato numerose partite in tornei internazionali come in Indonesia, Giappone, Tailandia e Birmania.

«La Bee force, prima squadra al 100% femminile del paese»

L’accesso a l’ultimate rimane limitato per le donne. Romina ha allora deciso di creare una squadra esclusivamente femminile. In questa squadra le donne potrebbero giocare contro degli avversari dello stesso calibro. “Con un’amica cambogiana, Sreyda, ci lanciamo in una campagna di reclutamento. Andiamo nei collegi e nei licei per parlare di sport in generale e della creazione della squadra di frisbee”.

Durante il primo allenamento si sono presentate 63 ragazze. Dopo qualche settimana, un terzo aveva deciso di continuare ad allenarsi seriamente. Le “Bee Force” diventano l’unica squadra di frisbee composta al 100% da donne in Cambogia. “L’ultimate ha il vantaggio di non essere uno sport tecnico”. Le regole sono semplici. La forza di questo sport è che non c’è un arbitro. Sono i giocatori che devono arbitrarsi da soli.

Al di là dell’aspetto sportivo, “i tornei misti permettono alle ragazze di discutere con degli avversari che spesso sono dei maschi”. Nella cultura cambogiana, mostrare il proprio disaccordo e discutere, non è una pratica comune. “Non è stato facile far capire alle ragazze che potevano e dovevano farlo durante le partite”.

«Far progressivamente evolvere le mentalità»

La creazione delle Bee Force “non ha per finalità lo sport. È anche un atto in favore dell’emancipazione delle donne cambogiane”.

La Cambogia non fa eccezione rispetto alle violenze contro le donne. È “una vera piaga” constata Romina. È quindi attraverso il frisbee che intende davvero “far progressivamente evolvere le mentalità”.

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