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Brexit: il destino di Gibilterra è aggrappato a una scogliera

TRADOTTO DA AGNESE BILIOTTI E MARGHERITA PELLEGRINI

Da marzo, in seguito alla vittoria della Brexit, diverse regioni britanniche si trovano a ripensare le loro relazioni con l’Inghilterra e l’Europa. Di seguito Le Journal International presenta il caso specifico di Gibilterra: nonostante il 96% degli elettori si sia opposto all’uscita dall’Europa, il loro futuro resta ancora nelle mani di Londra.

La piccola comunità britannica della Spagna meridionale, Gibilterra, a volte chiamata “lo scoglio”, ha partecipato al referendum sulla Brexit. Solo il 4% dell’elettorato era favorevole all’uscita, contro il 52% del totale dei votanti britannici. La Costituzione, tuttavia, obbliga a rispettare il voto di tutto il Paese.

Un solo ministro, Robin Walker, si è recato a Gibilterra dopo la formazione del nuovo governo a giugno. Ha cercato di mostrarsi rassicurante nei confronti dei 30.000 abitanti che potrebbero sentirsi abbandonati dal resto del Regno, ma ha soprattutto cercato, insieme alla sua coalizione, di convincere la popolazione che la nuova economia non sarà un problema. Ha precisato che le specificità dello “scoglio” saranno prese in considerazione in occasione dei negoziati di uscita dal mercato europeo. Adesso che il meccanismo della Brexit è  scattato, queste promesse saranno messe alla prova.

Sostenuto da un governo centrale protettore

Il Dipartimento per l’uscita dall’Unione Europea aveva organizzato una riunione due settimane prima della visita e i ministri avevano messo online la loro discussione. Di seguito riportiamo alcuni estratti:

“Riconosciamo che Gibilterra abbia degli interessi particolari e per questo è fondamentale  organizzare un dibattito . Sarà per noi l’occasione di discutere delle priorità di Gibilterra e assicurarci che vengano prese in considerazione”. (Robin Walker) 

“Il Regno Unito valorizza le sue imprese attraverso i mercati internazionali. Noi ci impegniamo a considerare le necessità di Gibilterra e di altri territori oltremare nel corso del processo.” (Lord Price, ministro del Commercio internazionale)

Due parole pronunciate da questi ministri potrebbero essere mal interpretate: “particolare” e “oltremare”. Sebbene abbia sempre avuto una relazione complessa con l’Europa, essendo fuori dall’unione doganale, Gibilterra è sempre stata un territorio prospero grazie al commercio transfrontaliero; sarà invece difficile sopravvivere economicamente una volta che resterà isolata. In un rapporto la Camera dei Lord ha manifestato la sua preoccupazione per quel 40% di posti di lavoro che dipendono dalla frontiera spagnola; allo stesso modo, la circolazione dei beni  potrebbe essere un problema. La Camera parla anche dei fondi di Bruxelles che il territorio riceve attualmente. Un accordo tra Gibilterra, il Regno Unito e la Spagna assicura per il momento il solido rapporto commerciale. Anche l’economia dell’Andalusia, vicina a Gibilterra, verrebbe toccata dalla Brexit.

Un territorio che conosce le sue priorità

La Spagna, che approfitta economicamente della situazione di Gibilterra, cerca di prendere parte ai negoziati della Brexit. La relazione tra Gran Bretagna e Gibilterra affonda le sue radici nel passato. Un anno fa la popolazione dello “scoglio” temeva un ritorno  all’inasprimento delle frontiere con la Spagna, come era successo prima del l 1985. Nonostante ciò Gibilterra rimane completamente contraria a un eventuale ravvicinamento spagnolo. Tuttavia questo patriottismo nei confronti del Regno Unito potrebbe portarla ad accettare concessioni economiche.

Foto di copertina: fonte Darold Massaro.

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