TRADOTTO DA CHANTAL DORN E GIULIA GERONI

È passato più di un anno, da quando l’attuale presidente argentino Mauricio Macri ha preso il posto di Cristina Kirchner nel dicembre del 2015. Passaggio dalla sinistra alla destra, riapertura dei mercati…cambiamenti politici di cui gli attori internazionali non possono che essere contenti. Analisi dalla capitale Buenos Aires.

Precedentemente in questo dossier :

Buenos Aires da Kirchner a Macri, parte 1: Il prima e il dopo di una capitale latinoamericana

Lo spazio pubblico è il primo testimone del nuovo governo di Mauricio Macri. Certe strade sono ormai portatrici di messaggi che, una volta decodificati, rivelano il cambiamento socio-politico.

Meno street art, più senzatetto

Nel quartiere trendy di Palermo, in piena gentrificazione, alcuni marciapiedi sorprendono. Non sono dipinti con i graffiti dell’ultimo artista in voga. Dei senzatetto si sono sistemati per terra.

Fonte Tiziana Bombassei Frascani de Vettor.

I container, che fungono da pattumiere del quartiere, sono sempre più colpiti da atti vandalici. Un gran numero di queste grosse bolle verdi, un tempo sigillate da strisce di caucciù ballonzolanti, sono oggi aperte. Questi buchi lasciano intravedere un lato della povertà. Spesso i rifiuti volano fuori da queste aperture forzate, poi spuntano dei visi che si affacciano fuori dal buco qualche istante per prendere aria prima di rimettersi a smistare i rifiuti.

La normalizzazione di questa scena la dice lunga sulla situazione degli abitanti di Buenos Aires. Il numero dei senzatetto resta però sconosciuto. Macri afferma che il numero di persone che dormono per strada è stabile e rimane fisso intorno agli 800. Il suo governo dice addirittura che ci sarebbe una leggera tendenza alla diminuzione, ma l’organizzazione Médecins du Monde afferma che più di 16 000 persone “sopravvivono” nelle strade della città.

Prendere il taxi, dalla norma all’eccezione

Questa realtà dei marciapiedi ne affianca un’altra. Dopo l’entrata in vigore delle misure di austerità, il prezzo base dei tassametri dei taxi è schizzato alle stelle. Il taxi è un mezzo di trasporto molto utilizzato: in media a Buenos Aires si conta un taxi per ogni 70 abitanti. Ma gli utenti non sono più così numerosi come qualche anno fa. Nel 2011 il decreto 595/11 fissava il prezzo base della corsa a 7,30 pesos. Un aumento che era già notevole, perché del 40% superiore rispetto all’anno precedente. Nel 2017 i porteños hanno quasi nostalgia di quei prezzi. Oggi il tassametro parte da 20 pesos di giorno e 22 di notte. 

Questo non è l’unico cambiamento, infatti, i tassisti sono sempre più giovani. Alcuni si attrezzano di un vetro in plexiglas che li separa dal passeggero. “È una misura di sicurezza necessaria a causa della violenza e dei furti che avvengono nei taxi”, rivela Diego*, un autista.

Fonte Tiziana Bombassei Frascani de Vettor.

La metamorfosi porteña dall’arrivo di Macri

Il volto di Buenos Aires è cambiato. Gli investimenti esteri aumentano, ma il prezzo da pagare per i cittadini è considerevole. Oggi le decisioni politiche hanno delle conseguenze visibili sulla società civile. A Buenos Aires la cieca fiducia nei confronti della politica governativa si è spezzata, e una certa nostalgia si fa sentire.

*Nomi di fantasia 

Il seguito del dossier:

Buenos Aires da Kirchner a Macri: La voce di tre porteños.

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