Canada – il sesso  « X » o il nuovo genere dei transgender

TRADOTTA DA FEDERICA SALZANO E ELEONORA MARCHIONI

Lo scorso 24 agosto, il Canada ha autorizzato l’utilizzo di un genere non specificato  « X » sui documenti ufficiali per chi non si riconosce in nessuno dei due generi binari « maschile » e « femminile ». Questa misura  punta a semplificare la situazione dei transgender in Canada. Il quadro della situazione.

Corteo Pride  di Montréal 2016. Crediti  Mathilde Desrousseaux.

Chiamiamo « transgender» l’insieme di persone che non si identificano nel binomio classico  « uomo/donna ». Oggi questo concetto di non-binarietà o di trans-identità  è ancora difficile da concettualizzare, dal momento che l’immaginario collettivo concepisce esclusivamente l’una o l’altra identità sessuale. Dare la possibilità di scegliere un genere X, che non sarebbe né femminile, né maschile ha l’obbiettivo di comprendere al meglio, o almeno di riconoscere, il concetto di trans-identità.

Con questa pratica,già presente in Germania e in Australia, il Canada vuole fare un passo avanti nella protezione dei transgender e per l’uguaglianza di tutti. A questo proposito, il ministro dell’Immigrazione, dei rifugiati e della cittadinanza, Ahmed Hussen ha dichiarato che « introducendo il genere X nei documenti rilasciati dal governo, favoriamo l’uguaglianza per tutti i canadesi, indipendentemente dalla loro identità o espressione sessuale. »

Il Canada e la protezione delle minoranze sessuali.

Questa misura è emblematica  nell’America del Nord. Dall’altro lato della frontiera, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vieta ai transgender l’entrata nell’esercito americano. Da molti anni il Canada si distingue nella difesa dei diritti delle minoranze sessuali e la protezione della comunità LGBT – Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender-. L’omosessualità non è più un crimine  dal 1969. Nel 1977, il Québec è stato una delle prime giurisdizioni a vietare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Recentemente, nel giugno 2017, è stato adottato dal Parlamento canadese il progetto di legge federale fondato «sull’identità e l’espressione di genere »

Nascono iniziative locali per semplificare la vita dei transgender. Al Cegep di Sherbrooke, gli studenti trans possono ormai scegliere il nome che figurerà sui documenti ufficiali dell’istituto. A Vancouver la piscina Templeton mette a disposizione degli alloggi per i trans per rendere la quotidianità più piacevole. Questa dinamica è sostenuta da un governo liberale molto attivo nella difesa della comunità. Le foto di Justin Trudeau che ha partecipato al Pride di Montreal hanno fatto il giro del mondo.

« Trans è un’etichetta di cui le persone dovevano storicamente sbarazzarsi »

Nonostante quest’evoluzione, per Alexandre Baril, professore all’Istituto degli studi femministi e di genere all’Università di Ottawa, anche lui trans, ricorda la necessità di essere transattivisti oggi. Ma anche le sfide che i trans devono affrontare ogni giorno. Con l’aumento di persone transgender nella sfera pubblica e la mediazione di alcuni personaggi famosi come Caitlyn Jenner, il riconoscimento dei loro diritti diventa prioritario.Adoggi la comunità comprende più di 53000 persone in Ontario.

Alexandre Baril sottolinea le difficoltà contro cui i transessuali si scontrano ogni giorno. Il problema della violenza è molto importante. Che sia fisica, verbale, sessuale o etica « nel corso degli ultimi 12 mesi, più dell’80% dei trans, su scala internazionale, ha vissuto almeno un episodio di violenza » : punta il dito anche contro il diversoaccesso ad alcune cure mediche . Peggio ancora quella che comunemente chiamiamo « modifica strutturale degli organi genitali » è ancora obbligatoria in alcune province come Saskatchewan. Anche Baril è stato costretto nel 2009 alla sterilizzazione in Québec per poter scrivere « M » sui suoi documenti ufficiali.

« La transizione è un lungo percorso di accettazione di sé»

Per Alexandre Baril, la transizione è « un lungo percorso di accettazione di sè ». Dunque è necessario che la società accompagni i suoi cittadini in questa tappa della loro vita. Conclude dicendo che se « i trans rappresentano un gruppo di persone molto diversificato, e se è impossibile fare di un erba un fascio, le problematiche che incontrano nel quotidiano, a livello sociale, politico, giuridico, medico, si somigliano molto ».

La comunità transgender stessa non è sicura di riconoscersi in questa nuova classificazione. Per l’emittente Radio Canada, Dominique Dubuc, un militante, prende posizione : « Perchè dobbiamo avere un’etichetta di genere sui nostri documenti di identità ? » Si chiede lei. «  Prima c’era la religione, la razza…Ora a che serve avere un’etichetta per il sesso ? »

Queste reazioni mostrano bene le differenze che persistono fra la realtà della comunità e quella dei poteri pubblici.

Se questa nuova misura va incontro all’uguaglianza per i transessuali, la comunità affronta ancora molte sfide. Alcuni mettono in dubbio il suo obbiettivo, denunciando la paura di essere etichettati e categorizzati, in particolare nei Paesi meno aperti a questa questione.

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