Cannabis a Vienna, uno statuto giuridico confuso?

Tradotto da Agnese Biliotti, riletto da Lorena Papini

L’Austria non è ancora tra gli Stati che hanno completamente legalizzato la coltivazione, il possesso, la vendita ed il consumo di cannabis. Tuttavia, la situazione giuridica in merito a questi temi sembra essere piuttosto confusa. Infatti, dal 2008, il governo ha reso legale la coltivazione della cannabis, anche per uso personale, a patto che non sia fatta con lo scopo di estrarre il THC (una sostanza agente sulla psiche del consumatore). Il possesso di cannabis, invece, rimane illegale. Come capire queste specificità giuridiche?

Se il 2008 sembrava l’anno della svolta nella legislazione sulla cannabis, l’Austria però non si è fermata là. In pratica, il consumo di cannabis è stato depenalizzato nel 2016 ma il possesso rimane illegale se supera la soglia dei 20 grammi di THC. In questo caso, la pena può variare da una semplice multa al carcere in base alla quantità. Anche la vendita è vincolata alla stessa soglia.

Queste misure, che possono essere percepite come abbastanza complesse e paradossali, sembrano invece chiare e ben accette dal popolo austriaco.

 

Capiamone di più grazie ad un impiegato di un Headshop a Vienna

Un venditore di un Headshop, anche chiamato Cloneshop, ci dà delle delucidazioni sulla legislazione austriaca. Secondo lui, la soglia che penalizza il possesso e la vendita serve a distinguere i consumatori dipendenti o con necessità mediche dai trafficanti o i rivenditori autorizzati.

Nel caso della coltivazione domiciliare della cannabis per uso personale, è legale se non praticata con lo scopo di estratte il THC. Le piante devono poi contenere meno dello 0,3% di THC, ciò vuol dire che non possono più essere coltivate dopo la fioritura.

Il venditore esponeva, oltre alle piante, fiori secchi pronti all’uso. Eppure, il consumo sembrava essere proibito, salvo per ragioni di salute. Ha quindi precisato questo aspetto. Il consumatore non rischia niente se non ci sono prove di vendita. Al contrario, la condivisione di uno spinello può essere considerata distribuzione ed è quindi condannata con la reclusione dai 6 mesi ai 3 anni.

 

I controlli delle autorità

Si stima che ogni anno 250.000 piante di cannabis siano vendute in Austria. Tenendo a mente le cifre che permettono la coltivazione a domicilio per uso personale, continuo con le mie domande al negoziante, chiedendo dei controlli. Questi vengono effettuati in modo aleatorio o sulla base delle denunce dei vicini allertati da un odore potenzialmente sospetto.

Ciò nonostante, aggiunge che, anche se coltivate a casa un centinaio di piante, senza prova che avete intenzione di fumarla o di venderla, non verrete disturbati. Sarà sufficiente dire che le coltivate per il loro odore o la loro bellezza.

I controlli negli Headshops sono ricorrenti, stando a quanto riporta il venditore. Le autorità, consapevoli delle specificità dello statuto giuridico e delle conseguenze che ne possono derivare, controllano regolarmente questi negozi; in particolare i magazzini, che devono rispettare le soglie legali, come anche il livello di fioritura delle piante vendute.

 

Legittimazione di questa legislazione

Ciò che occorre ricordare è che, no, Vienna non è la nuova Amsterdam. In realtà, l’incertezza giuridica si precisa solo nella quantità legale. Questa quantità è troppo scarsa per generare effetti psicotropi, ma al contrario, è sufficiente per poter passare una dolce notte ed essere rilassati, senza rischio di paranoia o degli altri effetti della cannabis.

L’Austria sembrerebbe dunque essere sul punto di una legalizzazione della cannabis, seppur ad a un ritmo prudente. Secondo un tassista che vive a Vienna da 10 anni, l’Austria vuole conformarsi alle norme europee e proteggere la salute dei suoi cittadini. Secondo l’Hanf Institut, il 13 gennaio 2020, un malato di cancro alla prostata avrebbe riscontrato un’accelerazione del processo di guarigione dopo l’applicazione di un olio alla cannabis.

Secondo il governo, questo quadro legale, sebbene sembri confusionario, permetterà nel lungo termine di stabilizzarne il consumo e soprattutto di mettere fine ad ogni traffico. Così lo Stato potrà finalmente controllare la qualità della marijuana nel territorio.

Tuttavia, una coalizione di partiti austriaci di destra sperava di rendere illegali sia i semi che le piante di cannabis nel 2019. Il capo di uno dei partiti, Sebastien Kurz, è stato dimesso dalle sue funzioni prima della ratificazione del documento, documento che è rimasto in sospeso da allora.

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