« Casa Laboratòrio » : La cultura in Brasile di fronte al Covid-19

Tradotto da Elisa Rossi, riletto da Lorena Papini

Il Brasile è colpito duramente dalla crisi sanitaria del Coronavirus, per la quale si contano più di 89 000 morti e 2,23 milioni di contagi al 20 luglio 2020. Ogni giorno si contano oltre mille nuovi casi.

Il Brasile si confronta dunque a una crisi economica e sociale molto dura. Tra i settori più colpiti, e come nel resto del mondo, quello culturale è fortemente impattato. João Carlos Cardoso, direttore artistico e fondatore dello spazio culturale Casa Laboratório nello Stato di Minas Gerais a Ipatinga in Brasile, si è dovuto adattare per la sopravvivenza del suo centro.

La storia della Casa Laboratòrio

La Casa Laboratório è un progetto culturale avviato da João Carlos Cardoso, originario di Minas Gerais nella città di Ipatinga in Brasile. Dopo aver svolto degli studi in Arti Figurative a Belo Horizonte (Stato di Minas Gerais), Rio de Janeiro e in seguito Lisbona (in Portogallo), João decide di tornare nella sua regione per fondare il proprio centro culturale indipendente, attualmente uno dei più grandi dello Stato di Minas Gerais. Nel 2008, grazie al patrocinio e al sostegno dell’impresa di produzione di acciaio Usiminas, ha potuto creare la Casa Laboratório, ispirandosi alle sue diverse esperienze nelle scuole d’arte per costruire la propria.

Democratizzare l’arte

João ha voluto essere un operatore culturale nella sua città: lo scopo del suo centro è quello di rendere l’arte scenica accessibile a più gente possibile e di promuovere le attività artistiche e di interesse pubblico in tutto il Brasile. Dalla sua creazione, lo scopo è sempre stato quello di riunire le persone, di investire nella formazione artistica, di rendere realizzabili progetti di ricerca scenica, di mantenere dei centri di ricerca sulla danza, il teatro, la musica, di sviluppare programmi di educazione artistica e di diffondere iniziative volte a democratizzare l’accesso all’arte per tutti. (La Casa) è oggi una delle principali istituzioni di promozione culturale della regione di Vale do Aço, comprendente degli enti internazionali quali il Forum della danza latino-americana, il video e le nuove tecnologie e lo scambio Cena Brasile/Portogallo” (João C.C.).

Gli spettacoli proposti (teatrali, di danza e concerti) sono gratuiti quando sponsorizzati da Usiminas, ossia quando ricevono dei fondi pubblici. Senza finanziamento, i biglietti costano tra i quindici e i venti reais brasiliani (tra due e quattro euro). La scuola di teatro di Casa Laboratório è interamente gratuita, avendo per obiettivo di intraprendere delle iniziative che “allarghino l’accesso della popolazione ai beni culturali, il sostegno alla formazione e allo sviluppo della creazione artistica, oltre ad incoraggiare la ricerca nell’ambito della cultura e la creazione di posti di lavoro e fonti di reddito per i differenti attori della catena di produzione impegnati nel settore dell’industria creativa. Queste azioni contribuiscono direttamente ai processi educativi, sia attraverso progetti di educazione artistica, nella formazione degli appassionati d’arte e dei lettori, o nella sistematizzazione e la diffusione delle conoscenze nell’ambito. Abbiamo attualmente un programma fisso di spettacoli nel nostro teatro, la nostra scuola di teatro gratuita, il nostro centro di ricerca sul teatro e il festival della scena breve”. (João C.C.).

Formazione degli studenti della Scuola Libera di Teatro, alla Casa Laboratòrio

La Casa propone anche “diverse attività e iniziative nell’ottica di promuovere uno spazio di discussione e di visibilità delle agende di lotta dei gruppi che compongono il movimento LGBTQI+ per avvicinare la popolazione al dialogo sui differenti modi di vivere la sessualità. C’è uno sportello per dare la parola alla comunità LGBTQI+, per distruggere i paradigmi, per discutere di un funzionamento di organismi non normativi e concentrarsi su diverse maniere di essere, di vedere e di riconoscere l’altro” (João C.C.) in un Paese dove la tolleranza non è scontata, vista la politica condotta dal Presidente attuale Jair Bolsonaro.

“Delle attività nello spazio virtuale” (João C.C.)

In seguito alla chiusura di tutti gli spazi culturali annunciata dal decreto municipale del 20 marzo 2020 a causa della pandemia, Casa Laboratório si è dovuta adattare proponendo dei contenuti virtuali. Degli spettacoli, dei corsi e degli avvisi pubblici si svolgono ormai online fino al dicembre 2020. È diventato urgente per la Casa estendere la propria rete di abbonati per favorire la propria visibilità. Più la loro rete si estende, più è facilitato l’accesso alla piattaforma: si tratta di essere idonei a degli strumenti digitali specifici forniti dai social network alle piattaforme molto seguite dal pubblico.

“Oggi le persone di tutto il mondo vogliono un accesso facilitato all’informazione. Meno si esigono sforzi da parte del pubblico per accedere al vostro progetto, meglio è. Piacere senza sforzo, ecco come funziona. Se il vostro pubblico virtuale ha bisogno di molte informazioni o di molti sforzi per accedere al vostro contenuto, vi abbandonerà. (…) Per facilitare l’accesso del pubblico ai nostri progetti virtuali, abbiamo creato delle campagne per aumentare la nostra audience sui social e ottenere il diritto di utilizzare questi strumenti.” (João C.C.)

Ajudem o Casa Laboratório a sobreviver! Olá pessoal! Para dar continuidade ao nosso trabalho em ambiente virtual gerando mais conteúdos artísticos para você, precisamos alcançar mil inscritos em nosso canal e 10 mil seguidores no instagran. É uma exigência das plataformas para ofertar ferramentas de gestão. *COMO AJUDAR?* Grave um vídeo mandando esse recado para seus contatos marcando o “@casalaboratoriomg” ou compartilhe esse vídeo em sua rede. Juntos, vamos superar!*AJUDEM OS ESPAÇOS CULTURAIS DA SUA CIDADE SOBREVIVER!*Obrigado!

Publiée par João Carlos Cardoso sur Mercredi 1 juillet 2020

La cultura, per sempre

“L’economia creativa brasiliana è responsabile di quasi il 3% del PIL brasiliano (prodotto interno lordo). La paralisi del settore ha avuto un impatto economico enorme nel Paese. Gli artisti e i tecnici sono stati fortemente colpiti. L’opposizione del governo ha creato una legge d’urgenza per il settore culturale, (…) approvata dal Presidente attuale, che prevede la distribuzione di 3 miliardi di reais a tutte le città del Brasile per sostenere gli artisti e gli spazi culturali colpiti dal Covid-19. Ogni città è responsabile della distribuzione dei fondi, che possono essere investiti esclusivamente in iniziative per il settore culturale. Il tentativo è di riprendere il settore economico. Gli artisti hanno celebrato questo proposito, che marcherà il ritorno dell’arte nel contesto della pandemia” (João C.C.).

In questi tempi di Covid-19 in Brasile, come altrove nel mondo, il digitale gioca un ruolo di capitale importanza nella trasmissione della cultura. In questo modo, può raggiungere un pubblico più esteso e dei nuovi “spettatori”. La cultura evolve con il suo tempo e si trova di fatto “mediatizzata”. La crisi sanitaria non ha fatto altro che accelerare lo sviluppo del nuovo formato artistico e relazionale tra l’artista e lo spettatore, più accessibile ma relativamente meno umano.

Credito per la foto @Ricardo Alves

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