Crédit Jackie Ramirez.

La beneficienza secondo i cinesi

TRADOTTO DA AGNESE BILIOTTI E MARGHERITA PELLEGRINI

Luo Yixiao, bambina cinese di 5 anni, è deceduta sabato 24 dicembre nonostante avesse ricevuto un ingente sostegno finanziario per la sua operazione. L’accaduto è stato oggetto di controversie a causa dei sospetti di frode riguardo alla raccolta dei fondi. Le Journal International ha colto l’occasione per interessarsi alla “beneficienza secondo i cinesi”.

Il 14 novembre scorso, a Luo Yixiao è stata diagnosticata la leucemia. Luo Er, suo padre, pubblicava diversi articoli sul suo profilo ufficiale WeChat [un’applicazione cinese di chiamate e messaggi]. Il suo scopo era di raccogliere i fondi necessari per l’operazione. L’articolo intitolato “Luo Yixiao, resisti!” ha profondamente colpito i lettori. Il monologo commovente pubblicato in seguito all’aggravarsi della malattia faceva parte della volontà del padre di tenere in vita la figlia.

La raccolta online

L’azienda XiaoTongRen è intervenuta il 25 novembre diffondendo i messaggi del padre e ha dichiarato: “ogni volta che questo messaggio verrà condiviso, l’autore riceverà uno yuan in donazione da parte dell’azienda”. L’annuncio non era un appello a fare donazioni ma numerose persone si sono precipitate in suo aiuto attraverso il servizio di micro-pagamento di WeChat.

Con 10 milioni di condivisioni, sono stati raccolti più di 2 milioni di yuan [circa 250.000 euro], ossia la cifra massima concessa dal servizio di micro-pagamento. L’account personale di Luo Er, così come quello ufficiale di XiaoTongRen, hanno ricevuto il divieto di continuare la raccolta.

In seguito, l’importo delle spese mediche e i beni posseduti dal padre sono stati messi in discussione. Secondo degli utenti di internet che avrebbero condotto l’indagine, il padre possiederebbe tre case a suo nome, due auto e un’agenzia pubblicitaria. Egli sarebbe stato dunque in grado di sostenere le spese dell’operazione della figlia. Potrebbe trattarsi di un’e-commerce “insanguinata”, se non addirittura di una frode. Tutte le donazioni sono state rimborsate ai benefattori grazie all’intervento del governo locale.

La beneficienza tradizionale

La raccolta online fatta da singoli individui è sempre più diffusa in Cina. Solo un numero molto ristretto di associazioni caritatevoli può raccogliere fondi per strada. Si tratta di organizzazioni spesso molto vicine al governo. Le ONG, spesso più critiche nei confronti delle azioni delle autorità, non hanno il diritto di raccogliere fondi. Ricevendo solo raramente il supporto delle associazioni caritatevoli, queste spesso ricorrono alle associazioni internazionali.

La situazione di queste ONG sta migliorando negli ultimi anni. La Croce Rossa cinese, ad esempio, ha cominciato a organizzare richieste di fondi. Le più grandi associazioni caritatevoli sono regolarmente coinvolte in scandali di corruzione. La fiducia della gente sta infatti diminuendo. Sono sempre più coloro che scelgono di fare donazioni direttamente ai beneficiari. Il caso di Luo Er, mostra che questo sistema non è affidabile.

Charity-business in Cina, ancora un po’ di pazienza

Il concetto di charity-business, nato negli Stati Uniti negli anni 90 del secolo scorso, è arrivato in Cina una decina di anni fa. Si tratta di una mercificazione delle opere di beneficienza. Contrariamente a ciò che accade negli altri Paesi, in Cina, le società e il governo hanno un ruolo più importante dei singoli investitori e delle fondazioni.

Nato con un’azienda, questo concetto assomiglia più a una specie di attività di responsabilità sociale delle aziende. Il costo della pubblicità supera spesso infatti quello della cifra investita. Il charity-business organizzato dal governo dà più autonomia alle ONG; tuttavia, queste rimangono ancora dipendenti dalle autorità a causa dell’eccessivo intervento di queste ultime. Entrambe le forme di beneficienza sono ancora lontane dall’essere capaci di risolvere i problemi sociali.

Fonte foto del banner: Jackie Ramirez

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