Come una luce attraverso le tenebre: ritratto di un giovane fotografo siriano

TRADOTTO DA CHANTAL DORN

Fotografo siriano, rifugiato in Francia da alcuni mesi, a soli 20 anno, Sameer Al-Doumy presenta un’immagine esaustiva del suo paese dove soltanto la fotografia gli ha permesso di uscire da « questo inferno ». Tra speranza e disillusione, ritorno in prospettiva sull’infanzia opprimente di questo giovane uomo promettente.

« La fotografia è diventata la mia vita, la mia passione e il mio interesse più grande »

A soli 20 anni, Sameer Al-Doumy ha già vinto numerosi premi internazionali di fotografia. Dal World Press Photo al Istanbul Photo Awards o ancora l’International Photography Awards, il riconoscimento del suo lavoro è incontestabile. Ma a quale prezzo ?

Alcuni tutorial su YouYube sono stati sufficienti affinché diventasse un vero e proprio genio della fotografia da autodidatta. Ingaggiato nel 2014 dall’ Agence France-Presse (n.d.t. agenzia di stampa francese fondata nel 1835, tra le più importanti e autorevoli al mondo), Sameer comincia a documentare ciò che vede: « Mi sono ricordato di ciò che mio padre ci raccontava dei crimini commessi dall’ex presidente Hafez el-Assad [padre di Bachar el-Assad, NDLR] , nella provincia di Hamah. È in quel momento che ho realizzato e pensato che se il mondo avesse potuto vedere ciò che succedeva, avrebbe potuto mettere fine a quei crimini», afferma con nostalgia.

Fare della fotografia un’arma, ecco il punto essenziale del suo lavoro: « Quando le manifestazioni pacifiche del 2011 sono iniziate, l’arma che spaventava maggiormente il regime era la macchina fotografica. »

Per sempre, malgrado la morte è il leitmotiv di questo giovane fotografo. Crediti Foto: Sameer Al-Doumy

« L’amore nonostante la guerra »

Sameer ricorda ogni cliché come una storia personale, toccante.

Ad esempio, Another Face of War. È il nome del cliché che ripercorre la vita di una donna siriana di nome Um Mohammed, ferita da un cecchino del regime qualche anno fa. Ora deve occuparsi del marito, anch’esso ferito durante un attacco aereo. I due condividono un momento di complicità in una delle stanze della casa distrutta dall’attacco aereo.

Mostrare l’amore malgrado la guerra, la vita malgrado la morte; la fotografia di questo giovane uomo risuona in ognuno di noi come una luce attraverso le tenebre che ci circondano e ci travolge con le emozioni.

La volontà di non piegarsi alle imposizioni del regime si disegna oggettivamente attraverso il suo lavoro permeato da una maturità forte: « volevo mostrare la vera vita siriana dal mio punto di vista mettendo in evidenza la resistenza dei Siriani, nonostante tutto. »

Another Face of War, Crediti foto : Sameer Al-Doumy

« Chiudere gli occhi per conformarsi a questo nuovo mondo »

Sameer ci descrive un paesaggio e una vita cupi, una vita in cui tutto sembra avere un gusto molto diverso. « Il periodo più duro è iniziato nell’agosto del 2013, quando il regime e i suoi alleati hanno lanciato un attacco chimico di massa sulla regione del Goutha Orientale. Più di 1400 persone, principalmente civili, sono stati uccisi.. » Una quotidianità di violenza estrema.

Dopo più di sette anni di copertura mediatica, Sameer, è stato costretto a lasciare il proprio paese in modo illegale per fuggire in Turchia. Una volta arrivato, il giovane uomo cerca invano di continuare i proprio studi « (…) sono stato costretto ad abbandonare gli studi a causa della guerra».

Una situazione instabile e complicata. Dopo sei mesi sul suolo turco, Sameer lascia gli amici e la famiglia per trovare rifugio in Francia dove è accolto dalla Maison des Journalistes (n.d.t. il rifugio dei giornalisti)

Là, un nuovo mondo lo attende. Appropriarsi di una nuova cultura, una nuova lingua, una nuova vita. Ripartire da zero. Ricostruire la propria vita a soli 20 anni: « Tutto era nuovo per me, ero un perfetto sconosciuto, uno straniero come ne esistono migliaia» Rifiutato da dodici centri d’insegnamento del francese, Sameer ha dovuto lottare per ottenere, alcuni mesi dopo, lo status di rifugiato, prima di poter finalmente ottenere un posto in un istituto di lingua.

Quando parla del futuro, Sameer risponde con tristezza che niente è chiaro per lui. Sprofondato in una situazione instabile, spera di poter riprendere gli studi interrotti sette anni fa a causa della guerra. « Per il momento sto ancora cercando di entrare in questo mondo del tutto nuovo per me e di adattarmi a questo nuovo ambiente anche se non è il mio mondo », rivela con rassegnazione.

Lui che, al suo arrivo in Francia non conosceva una parola di Francese, dopo mesi di prodezze ci è riuscito.

Foto del banner. Creditt : Emmanuel Fossey

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