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Un cratere gigante all’origine della più grande estinzione di massa di tutti i tempi

TRADOTTO DA ELEONORA MARCHIONI E CHANTAL DORN

Un’équipe internazionale di geologi afferma di aver identificato un cratere largo 250 km al largo delle isole Falkland. Creatosi dall’impatto avvenuto tra i 250 e i 270 milioni di anni fa, potrebbe aver causato la più grande estinzione di massa della storia.

Articolo riprodotto tramite SciencePost in occasione di una collaborazione.

A nord-ovest delle isole Falkland una squadra di geologi paraguaiani, argentini e americani ha identificato una depressione circolare che dovrebbe essere un cratere meteoritico nascosto da alcuni sedimenti. Secondo i ricercatori questa depressione larga all’incirca 250 chilometri sarebbe stata originata dall’impatto di un asteroide 270 o 250 milioni di anni fa.

Si tratta di un arco temporale che corrisponde alla fine dell’era paleozoica (dai 542 a 251 milioni di anni fa), un’epoca durante la quale si è verificata la più grande estinzione di massa con la scomparsa del 75% degli animali terrestri e del 96% della vita marina. I ricercatori devono però confermare che si tratta proprio di una depressione formata dall’impatto di un asteroide, prima di stabilire con certezza che sia stato quest’ultimo la causa di tale estinzione di massa

Nella rivista Terra Nova gli studiosi hanno stilato la lista dei punti in comune con il cratere da impatto di Chicxulub nella penisola dello Yucatan, responsabile dell’estinzione dei dinosauri. Tra le caratteristiche simili si trova una struttura di anelli multipli simili o ancora delle anomalie gravitazionali e magnetiche che potrebbero rivelare una grande varietà di rocce “tipiche di una grande struttura originatasi da una collisione”.

Capture Google Maps.

Foto: Google Maps.

Secondo gli scienziati è necessario realizzare delle perforazioni all’interno del cratere per ottenere dati certi in merito alla datazione e ulteriori informazioni sulla sua natura. “Se questo sito di impatto venisse confermato, si tratterebbe di una delle più importanti strutture di questo tipo conosciute sulla Terra” spiegano.

Tra i ricercatori persiste ancora una certa prudenza dal momento che è troppo presto per esprimersi con certezza. Michael Benton invece, paleontologo all’Università di Bristol, è molto pessimista per quanto riguarda un eventuale legame tra questo cratere e l’estinzione di massa accaduta circa 252 milioni di anni fa. Benton si sofferma in particolare sull’assenza di tracce di quarzo fuso o ancora di iridio che si possono trovare invece nell’impatto avvenuto alla fine del Cretaceo.

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