ECOSIA: Il motore di ricerca verde che non ha motivi per arrossire

Tradotto da Riccardo de Vanna, riletto da Lorena Papini

Verde e impegnato a favore di una giusta causa, Ecosia si presenta come il motore di ricerca del nostro tempo. Di fronte alla minaccia ecologica, ogni singolo gesto è importante. Perciò, non appena gli ambientalisti hanno avuto l’opportunità di piantare degli alberi con una semplice ricerca sul web, si sono precipitati su Ecosia. Tuttavia, gli scettici non credono a questa pseudo buona azione, che a loro sembra improbabile. Ma allora, di chi fidarsi? Degli ecologisti che credono nella ricostruzione delle foreste e nella tutela dell’ambiente grazie ad un Internet browser oppure degli scettici?

Il 7 dicembre 2009 Christian Kroll lancia il motore di ricerca Ecosia. Questo si distingue dagli altri in quanto promette di piantare degli alberi semplicemente facendo ricerche su internet. Il motore si appoggia a Bing – software di ricerca di Microsoft – e, per generare i suoi ricavi, sulle pubblicità. Così, guadagna denaro che consente di lottare contro la deforestazione. Secondo i dati Ecosia, circa 12.858.770 euro sono stati investiti in 9.000 aree di riforestazione. Ma come partecipano i 15.000.000 di utenti attivi alla lotta a favore dell’ambiente?

Come funziona un motore di ricerca?

Prima di proseguire con la nostra indagine, passiamo in rassegna le nostre nozioni di base: il funzionamento di un motore di ricerca. Un browser di ricerca è uno strumento che permette di cercare facilmente notizie su Internet. Per fare questo, si avvale di diversi database dai quali ricava tutte le informazioni che cerchiamo con un solo click.

Ecosia si appoggia al database di Bing, il famoso motore di ricerca di Microsoft. Quest’ultimo è il secondo sistema di ricerca più utilizzato dopo Google. Ecosia realizza utili grazie agli annunci pubblicitari visualizzati ad ogni ricerca effettuata e dona parte dei suoi proventi nella piantumazione di alberi.

Ma come è nato questo motore di ricerca?

Ecosia è anzitutto il grande progetto di un uomo: Christian Kroll. Nel dicembre 2009 lanciò Ecosia, i cui uffici hanno sede in Germania, a Berlino. Questa idea gli venne dopo numerosi viaggi durante i quali ha potuto constatare i danni del riscaldamento globale. Così ebbe questa semplice idea: finanziare la piantumazione di alberi a partire dalle ricerche su Internet.

Attualmente Ecosia ha circa 15 milioni di utenti attivi, più di 100.000.000 di alberi piantati e 1.571.576€ di entrate nel mese di ottobre. Il motore di ricerca si è diversificato e dispone anche di un negozio online, dove è possibile acquistare abiti prodotti in modo ecosostenibile ed etico, in cotone biologico. Anche in questo caso, il sito promuove il rimboschimento con la messa a dimora di 20 alberi per ogni maglietta acquistata.

Come fa questo motore di ricerca a piantare davvero gli alberi?

In modo semplificato, possiamo dire che Ecosia guadagna soldi con le pubblicità che compaiono quando effettuiamo le nostre ricerche. Tuttavia, non clicchiamo su ogni annuncio pubblicitario che ci appare sullo schermo. In questo modo il sito ottiene circa 0,5 centesimi di euro per ricerca. Non è molto per piantare un albero, e quindi sono necessarie in media 45 ricerche per contribuire alla riforestazione.

Inoltre per finanziarsi, questa piattaforma può contare sugli acquisti effettuati nel negozio online. Il sito è assolutamente trasparente sui suoi proventi e mette a disposizione tutti i suoi bilanci finanziari. È quindi possibile monitorare mensilmente i profitti di Ecosia e gli investimenti realizzati dal motore di ricerca. I più scettici possono quindi visionare le azioni, almeno quelle ufficiali, intraprese da Ecosia.

Più che un motore di ricerca, un motore di sensibilizzazione

Ecosia, grazie ai principi che segue, strizza l’occhio alle nuove generazioni che hanno a cuore la causa ecologica. Infatti, dal 2018 si sta sviluppando il movimento studentesco Sciopero per il clima o Venerdì per il Futuro. Quest’ultimo esorta i giovani a marinare la scuola per il clima. Questa forma di protesta denota una volontà collettiva di sperare che qualcosa possa cambiare. Ecosia sostiene quindi questi giovani dando loro la possibilità di portare avanti una campagna di sensibilizzazione nelle loro scuole. Chi ha sviluppato questo motore di ricerca ha ben capito che solo i giovani possono dare un valido aiuto per diffondere il software Ecosia.

Peraltro, Ecosia è un motore di ricerca che cerca la trasparenza. Pertanto, è possibile conoscere l’impatto ecologico del sito. Inoltre, Ecosia ha un blog che propone una vera e propria campagna di sensibilizzazione ecologica. Possiamo quindi affermare che questo software si basa innanzitutto nel comprendere le problematiche del nostro tempo.

Per concludere possiamo dire che l’ascesa del sistema di ricerca Ecosia è tutt’altro che finita. In effetti, il motore di ricerca sembra aver trovato l’obiettivo perfetto del nostro tempo: giovani alla ricerca di una vita in armonia con il pianeta. Si basa quindi totalmente sulle aspettative della nostra generazione desiderosa di prendersi cura del nostro ambiente. Anche se i più scettici non crederanno a questo motore di ricerca pieno di buona volontà, non c’è dubbio che Ecosia abbia già trovato un pubblico pronto a sostenerlo e a partecipare al suo sviluppo al fine di salvaguardare l’ambiente.

Foto di @mattis_se e Dominic Wunderlich

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