Spagna: il re va in esilio, lunga vita al re!

Tradotto da Marco Schembri, riletto da Lorena Papini

Il 22 novembre 1975, gli spagnoli festeggiano il ritorno della monarchia sotto la guida di Juan Carlos, successore al trono scelto da Franco. Dopo quattro decenni di dittatura, Juan Carlos cercherà di ristabilire la democrazia in una Spagna devastata. Nonostante ciò, nel 2014 pone un termine a 38 anni di regno, e abdica a favore del figlio Felipe. La sua immagine, macchiata dagli scandali, continua a deturpare l’immagine della famiglia reale. Il 3 agosto 2020, un colpo di scena: rivela il suo esilio in una lettera al figlio. Il 17 agosto, dichiara di risiedere ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Per comprendere una tale decisione, è importante soffermarsi su questo regno così particolare.

Il mese d’agosto è un mese di difficoltà per la famiglia reale spagnola. Questa famiglia deve gestire la crisi del Covid-19 e si ritrova allo stesso tempo nel bel mezzo di una crisi politica. Juan Carlos, re emerito, ha scelto l’esilio. Dichiara di non voler più mettere a repentaglio l’immagine pubblica della sua famiglia, già fragilizzata nel corso degli anni a causa delle sue vicende giudiziarie. Colui che salvò la Spagna postfranchista è oggi considerato essere dannoso. La sua vita privata sulfurea, le sue attività illegali e le sue relazioni hanno screditato l’ex salvatore degli spagnoli.

Infanzia e formazione: dal principe in esilio all’élite spagnola

L’infanzia di Juan Carlos è quella di un aristocratico esiliato, ma felice. Nasce il 5 gennaio 1938 a Roma, da Juan di Borbone e Maria di Borbone, esiliati dal 1931. Quello stesso anno, suo nonno Alfonso XIII, destituito all’avvento della Seconda Repubblica di Franco, è stato costretto a espatriare. Cresce insieme a suo fratello Alfonso, di quattro anni più giovane. Durante delle vacanze in Portogallo, Juan Carlos spara per errore un colpo che ferisce fatalmente suo fratello alla testa, il quale aveva 14 anni all’epoca dei fatti. Questa morte segnerà profondamente il futuro re, che sceglierà di rifugiarsi in un monastero. [1]

Riuscirà tuttavia a superare questo dramma, e studierà nel paese che ha espulso la sua famiglia: la Spagna. Suo padre desidera in effetti che il figlio si formi in istituti spagnoli. Dopo aver ottenuto il diploma di stato nel 1954 in un prestigioso liceo di Madrid, continuò i suoi studi in un liceo militare. Ottiene qui il grado di ufficiale, ed in seguito quello di pilota militare. Completa infine la propria educazione tra il 1960 e il 1961 con una laurea in diritto internazionale, economia e affari pubblici. [2]

Gli anni Sessanta: tempi felici

Gli anni Sessanta sono sinonimo di appagamento familiare per Juan Carlos. Il 14 maggio 1962, Atene è in festa: Sofia, Principessa di Danimarca e Grecia, sposa Juan Carlos. Quest’ultima si rivelerà essere di grande sostegno durante il processo di restaurazione della democrazia. Nel dicembre del 1963, la famiglia accoglie la sua primogenita: una figlia di nome Elena. Diciotto mesi più tardi, una seconda figlia, Cristina, verrà ad aggiungersi. Infine, il 30 gennaio 1968, nasce Felipe, ultimogenito della stirpe. Si tratta di colui che succederà a suo padre con il nome di Felipe VI. [3]

Politicamente, questo decennio è ugualmente proficuo per la futura corona. Fervente sostenitore di Franco, Juan Carlos fa parte della cerchia degli intimi del dittatore. Franco è per Juan il “modello da seguire giorno per giorno”, e Juan è il figlio mai avuto. Dopo essersi incontrati nel 1948, Franco dispone il futuro re di Spagna sotto la sua ala, forgiandolo affinché possa succedergli, benché dichiari alla stampa di avere differenti candidati nella successione. Nel 1969, con una cerimonia, Franco rende ufficialmente Juan Carlos principe di Spagna. A partire da questo momento, il Principe accompagnerà Franco in tutte le sue attività ufficiali, in Spagna come all’estero.

1975-1976: il principe diventa Re

Il 20 novembre 1975, Francisco Franco muore. A partire da questo momento, Juan Carlos perde il titolo di Principe per acquisire quello di Re. Il 22 novembre, la stirpe dei Borboni è restaurata. Juan mette allora in atto la sua prima volontà: ristabilire la democrazia. A questo scopo, si libera degli ultimi membri del governo nominati da Franco. [4] Quello che potrebbe essere visto come un tradimento obbedisce secondo lui alla volontà “di non fare cose che potrebbero nuocere alla Spagna”. Per fondare la nuova Spagna, una sola massima conta: “la legge può cambiare la legge”. [5]

Allo scopo di fondare la democrazia, Juan Carlos rinstaura la Costituzione, inesistente dal 1931. Consulta gli spagnoli per via referendaria nel 1978 ed il ritorno della Costituzione è vincente. In conseguenza a ciò, il Re accetta di perdere la maggior parte dei propri poteri esecutivi ereditati dalla dittatura per incarnare un ruolo di rappresentanza. In effetti, grazie alla Costituzione, la Spagna diventa una monarchia parlamentare, nella quale la famiglia reale possiede alcune prerogative simboliche, senza più esercitare alcun ruolo politico. Per il bene del suo paese, il Re ha rinunciato a numerosi diritti, un atto che è stato accolto positivamente dai suoi cittadini.

La famiglia reale: una telenovela giudiziaria

La Familia Real è la beniamina della prensa del corazon, giornalismo scandalistico, che si nutre dei suoi affari privati. Nel 2014, la famiglia deve affrontare il suo primo processo. Il genero di Juan Carlos, Inaki Urdangarin, è accusato di frode fiscale e di riciclaggio. Nonostante la sua sposa, la principessa Cristina, neghi ogni forma di complicità, non scamperà alla sanzione reale: suo fratello le ritira nel 2015 il titolo di duchessa di Palma. In più, sospetti di figli illegittimi danneggiano il matrimonio del sovrano, e ancora nel gennaio del 2020, i suoi ipotetici figli richiedono la realizzazione di test del DNA.

Questo scandalo non è però il primo della famiglia reale. In effetti, nel 2012, una fotografia nella quale il Re dava la caccia a degli elefanti in Africa è stata divulgata su internet. La specie, a rischio d’estinzione, era protetta. Per questo suo divertimento, il Re ha sborsato all’incirca 30 000 euro a spese dei contribuenti. Questa spesa ha indignato gli spagnoli, che criticano lo stile di vita oneroso della famiglia regnante. La vita privata del Re, con le sue numerose amanti, ha danneggiato la sua immagine. Per questa ragione, e per provocare un “rinnovo” della sua famiglia, decide di abdicare il 19 giugno del 2014.

2020: un ultimo scandalo

Ad agosto del 2020, un nuovo scandalo scoppia nella famiglia reale: Juan Carlo parte in esilio. Juan si trova in effetti al centro di un caso di corruzione. Due mesi prima, la Corte Suprema aveva annunciato l’apertura di un’indagine sull’ex sovrano. Nel 2018, Juan avrebbe infatti accettato milioni di euro dalla parte del presidente saudita Abdallah su un conto in svizzera, il quale in cambio avrebbe favorito la costruzione di un treno che collega La Mecca e Medina. Juan Carlos decide dunque di “fare il più grande favore agli spagnoli” partendo in esilio, come rende noto il suo comunicato del 3 agosto [6].

Nonostante l’esilio, il suo avvocato afferma che il sovrano non cerca di sfuggire alla giustizia. D’altronde, il suo esilio è senza conseguenze politiche, essendo il monarca in pensione dal 2014. Re Felipe, dal suo canto, continua invece a regnare.
La destinazione della partenza resterà sconosciuta per due settimane. Le speculazioni sulla terra di accoglienza si accumulano fino ad una dichiarazione della Casa Reale il 17 agosto [7]. La dichiarazione annuncia che Juan Carlos risiede negli Emirati Arabi Uniti a tempo “indeterminato”. La giustizia afferma nonostante ciò che il sovrano resta ancora a sua disposizione e che sarà giudicato come qualsiasi altro cittadino. In realtà, l’ex monarca gode dell’immunità, e potrebbe essere rilasciato anche in caso la sua colpa fosse comprovata. L’ex sovrano potrebbe solamente aiutare a incolpare le persone implicate in questo caso di corruzione.

Così si conclude questa retrospettiva sulla vita di Juan Carlos. Questo Re, adulato al momento della sua incoronazione, è ormai obbligato a vivere in esilio dal paese che aveva una volta governato. Questo stesso Re che ha marciato sulle orme della dittatura di Franco, e che ha saputo in seguito trovare il suo cammino verso la democrazia. Questa famiglia reale riempie i giornali di politica, invadendo allo stesso tempo anche la stampa scandalistica. Si può affermare che Juan Carlos ha saputo sorprendere ben oltre ai confini del suo regno tanto singolare. Per ora, non ci resta che aspettare la sentenza che gli sarà data.

[1] https://www.nubeluz.es/borbones/juancarlosI.html

[2] https://www.casareal.es/ES/FamiliaReal/rey/Paginas/rey_biografia.aspx

[3] https://www.elespanol.com/reportajes/20180105/biografia-no-autorizada-juan-carlos-politico-cumpleanos/274723317_0.html

[4] https://www.youtube.com/watch?v=NjIp1ph7avg

[5] https://blogs.mediapart.fr/jean-marc-b/blog/301017/la-video-ou-le-roi-despagne-exprime-son-admiration-pour-franco

[6] https://www.lavanguardia.com/politica/20200803/482657015269/carta-rey-juan-carlos.html

[7] https://elpais.com/espana/2020-08-17/la-casa-real-confirma-que-juan-carlos-i-se-tralado-el-pasado-dia-3-a-emiratos-arabes-unidos.html

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