Stati Uniti: una candidatura democratica senza sorprese?

tradotto da Letizia Garlatti, riletto da Lorena Papini

Nel pieno della crisi sanitaria mondiale, il 2020 segna anche l’anno delle elezioni presidenziali americane. Mentre Donald Trump sembra il leader del partito repubblicano, la candidatura democratica non era mai apparsa tanto incerta. Nonostante un numero ed una varietà consistenti di candidati, il risultato finale sembrerebbe, dopotutto, un po’ scontato.

Una primaria democratica storica

Non meno di ventisette candidati sono stati ufficialmente in corsa alla candidatura democratica. La grande maggioranza aveva già avviato la propria campagna prima che Joe Biden si dichiarasse ufficialmente, il 25 aprile 2019. La candidatura democratica sembrava più che incerta. Tuttavia, due candidati si sono distinti: Bernie Sanders e Joe Biden.

Dopo la sconfitta per mano di Hillary Clinton nel 2016, il 2020 sembrava essere la rivincita di Sanders. Considerato da molti “troppo socialista”, battere Joe Biden sembrava realizzabile. La prospettiva di un potenziale confronto con Donald Trump ha permesso a Bernie Sanders di alimentare la propria campagna con riforme controcorrente rispetto al governo Trump. Al centro del suo programma, Sanders propone una visione socialista tramite la riforma del sistema sanitario americano, oltre all’università gratuita.

La candidatura democratica si è, così, presto trasformata in un duello, in seguito all’abbandono della maggioranza degli altri candidati.

Annunciata la schiacciante maggioranza di Joe Biden

Joe Biden conta attualmente 1282 delegati, contro i 933 di Bernie Sanders. Un divario che sembrava, quindi, impossibile colmare.

Pur essendo partito un passo dietro alla superba campagna di Sanders, Biden non si è lasciato demoralizzare. Gli è bastata una settimana per invertire la tendenza. Le primarie si svolgono da febbraio a giugno. Il 3 marzo segna il “Super Tuesday”, poiché 15 Stati, ovvero 1344 delegati, sono chiamati alle urne. Dopo una sconfitta in Iowa e New Hampshire, questa giornata era già decisiva. Joe Biden ha infine conseguito una larga vittoria in 10 dei 14 Stati in questo Super Tuesday, sinonimo di disfatta per Bernie Sanders. L’opposizione tra queste due visioni distinte degli Stati Uniti non sarà quindi portata avanti.

Bernie Sanders getta la spugna e si congratula con Biden

L’8 aprile 2020, Bernie Sanders annuncia così di ritirarsi dalla corsa alla candidatura democratica. Avendo compreso che la vittoria era fuori dalla sua portata, si congratula con Joe Biden. La totalità delle organizzazioni di sondaggi annunciano un gran vantaggio per Biden. Mentre tutti si oppongono, oggi è arrivato il momento di un ricongiungimento tra queste due figure principali del fronte democratico. Per quest’ultimo, è fuori questione presentarsi indebolito e diviso in novembre, per di più di fronte ad un partito repubblicano unito intorno a Donald Trump.

Malgrado il gran numero di candidati all’investitura democratica, è infine Joe Biden a trovarsi coinvolto. Colui che sembrava il favorito molto prima di annunciare ufficialmente la propria candidatura affronterà Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. Non ci sarà nessuno sconvolgimento all’interno del partito democratico. Il vice-presidente di Barack Obama proverà così a succedergli contro il Presidente uscente.

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