Irlanda: stabilita data per il referendum sull’aborto

TRADOTTO DA VALENTINA NIEDDU E CORRETTO DA FEDERICA SALZANO

Lo scorso 28 marzo, il governo irlandese ha annunciato che il referendum sull’aborto si sarebbe tenuto il 25 maggio 2018.  Questa pratica, vietata dall’ottavo emendamento della Costituzione, suscita molte polemiche da diversi anni.

A fine gennaio, il governo irlandese si era pronunciato sull’organizzazione di un referendum sull’interruzione volontaria della gravidanza, ma non era stata fissata nessuna data.

Un referendum atteso

Da qualche giorno, Simon Harris, il ministro irlandese della Salute, ha annunciato che il referendum si sarebbe tenuto il 25 maggio, ovvero dopo l’accordo delle camere del Parlamento irlandese e dopo l’adozione del testo di legge da parte del Senato. La popolazione irlandese ha tempo fino all’8 maggio per iscriversi alle liste elettorali. I seggi saranno aperti dalle ore 7.00 alle 22.00. Il referendum in questione è una promessa del Primo ministro irlandese Leo Varadkar. Se l’Irlanda voterà a favore in questo referendum, l’aborto sarà consentito nelle prime dodici settimane di gravidanza. Nel luglio 2016, Il Parlamento irlandese aveva riufiutato un progetto di legge per legalizzare l’aborto in caso di malformazione del feto. Questa volta, invece, il governo si dice favorevole alla legalizzazione.

Una pratica totalmente vietata fino al 2013

In Irlanda, uno dei paesi più cattolici d’ Europa, l’aborto era totalmente vietato prima del 2013. Dopo questa data, è possibile abortire soltanto se la madre è in pericolo di vita.

Attualmente, la malformazione del feto, l’incesto o lo stupro non sono considerate ragioni sufficienti per ricorrere all’aborto. Nonostante questa pratica sia permessa nella maggior parte dei paesi in Europa, l’Irlanda non è l’unico paese in cui è vietata, dato che se ne possono contare cinque. Così come l’Irlanda, anche l’Andorra autorizza l’aborto soltanto se la madre è in pericolo di vita. In Polonia e a Cipro, una donna può ricorrere all’interruzione della gravidanza in caso di incesto, di problemi di salute, di malformazione del feto e di stupro. A Malta, invece, l’aborto è totalmente vietato.

Abortire in Irlanda: un intervento rischioso

In Irlanda, l’aborto illegale può essere severamente punito dalla legge. Per questo intervento, si incorre in una pena di reclusione che può arrivare fino a quattordici anni. Di conseguenza, ogni anno molte donne decidono di andare ad abortire in Inghilterra. Tuttavia, si tratta di un intervento dispendioso, considerando che le cittadine irlandesi devono pagare anche il trasporto e l’alloggio. Quindi, non è difficile vedere nelle strade irlandesi delle associazioni che raccolgono donazioni per finanziare il viaggio in Inghilterra delle donne irlandesi che desiderano abortire. Secondo un recente sondaggio del quotidiano britannico The Guardian, il 56% degli intervistati è favorevole all’aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza, mentre il 29% è contrario. La restante percentuale non ha voluto esprimersi o è ancora indecisa. Questo sondaggio lascia presagire un voto perlopiù favorevole in occasione del referendum del 25 maggio.

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