Kuwait: Stato monarchico o parlamentare?

Tradotto da Valeria Riccardo, riletto da Lorena Papini

Rispetto a quanto avviene nei Paesi confinanti, la democrazia kuwaitiana è come un fiore che sboccia nel bel mezzo del deserto” sottolinea lo scrittore Saadia Mufarreh. Il Kuwait si distingue infatti per le sue istituzioni democratiche, che sono tra le più avanzate del mondo arabo. Situato all’interno di una regione estremamente instabile, questo piccolo paese afferma il proprio sistema politico modernista con una politica estera moderata. Tuttavia, oggigiorno l’instabilità delle istituzioni statali minaccia le basi di questa già fragile democrazia.

Promuovere il dibattito all’interno, e la mediazione all’esterno

 La struttura statale del Kuwait è contemporaneamente monarchica e parlamentare. Mentre l’emiro domina la vita politica, il parlamento mantiene importanti poteri di controllo. I deputati possono interrogare il Primo Ministro o qualsiasi altro membro del governo. Possono anche sfiduciare ogni Ministro e chiedere all’emiro di destituire il governo. Questi 50 deputati sono eletti a suffragio universale, con le donne incluse dal 2005. Questa forma di partecipazione ha permesso di placare le tensioni tra i sunniti e gli sciiti presenti nel paese. Ogni quattro anni, le elezioni danno così luogo a dei forti dibattiti tra islamisti, sciiti e progressisti. Inoltre, il governo è molto rappresentativo della popolazione del Kuwait. I 15 Ministri rappresentano le diverse correnti e frazioni della società, ma anche i membri della famiglia reale.

Indice globale della democrazia: questa misura tiene conto della cultura democratica, della capacità del governo di rendere effettivo il suo programma, del rispetto delle libertà civili, della partecipazione dei cittadini e della qualità dei processi elettorali. Possiamo constatare qui la differenza con l’Arabia Saudita, un vicino poco democratico.

 Per quanto riguarda la politica estera, il Kuwait si distingue per una diplomazia federatrice. Al centro di una regione sotto pressione, il primo punto è la mediazione e l’integrazione regionale. Questo Paese ha così accolto i negoziati sullo Yemen nel 2016. Il Kuwait mantiene anche un ruolo da mediatore tra il Qatar e l’Arabia Saudita a partire dall’interruzione dei rapporti diplomatici nel 2017. Infine, la presenza fondamentale dell’esercito americano sul suolo kuwaitiano non ferma il mantenimento di relazioni storiche con l’Iran, essendo un terzo del popolo del Kuwait sciita. Questo piccolo stato sembra quindi essere una risorsa diplomatica necessaria in una regione ricca di questioni politiche, economiche e religiose.

Uno stato liberticida e instabile

 Se il Kuwait si mostra come un sistema politico modernista e democratico, tuttavia rimane uno stato liberticida e instabile. L’esempio della Legge del sangue dimostra la realtà della vita kuwaitiana. A seguito di un attentato terroristico avvenuto nel 2015, questa legge autorizzava la raccolta di campioni di DNA della popolazione del Paese.  Tuttavia, la sua portata ha superato enormemente lo scopo della lotta contro il terrorismo. Di fatto, la nazionalità kuwaitiana si trasmette col sangue: “È necessario che la famiglia sia stabilita nel Paese almeno dal 1920 e che la filiazione sia stabilita per via patriarcale.” Ciò permetteva dunque di rifiutare la nazionalità a chiunque non rispondeva a questi criteri etnici. Inoltre, queste informazioni favorivano la denuncia di donne adultere, un crimine severamente punito nel Paese. Finalmente, la corte costituzione del Kuwait ha abrogato questa legge nel 2017.

D’altra parte, il Paese è scosso da diversi anni da crisi politiche derivanti da questioni di corruzione. Nel novembre del 2017, centinaia di manifestanti si sono riuniti davanti al Parlamento per denunciare la corruzione della classe dirigente. I Ministri dell’interno e della Difesa, membri della famiglia dell’emiro, sono stati accusati di appropriazione indebita di fondi pubblici. Allora, il parlamento aveva accettato le rivendicazioni dei cittadini depositando una mozione di censura che ha portato alle dimissioni del governo. Il politologo Ghanim Al-Najjar scrive questo: “La base del problema è la mancanza di equilibrio nei rapporti di forza a favore della famiglia regnante”. Il rimpasto del novembre 2017, il nono in 8 anni, riflette l’instabilità del sistema politico kuwaitiano.

La partecipazione dei cittadini in calo

Le elezioni, che rappresentano il fondamento stesso della democrazia del Paese, sono anch’esse  pesantemente criticate. L’editorialista Dahem Al-Qahtani scrive: “Formalmente ci sono delle elezioni, ma senza senso politico. Ogni gruppo tenta semplicemente di massimizzare le proprie opportunità di ottenere generosità dal potere” La legge elettorale del 2012 che riduce il numero di voti di ogni elettore non agisce a favore della democrazia. Ogni elettore dispone di un voto anziché cinque. Secondo alcuni analisti, questo sistema “favorisce maggiormente i notabili, che sono lì come intermediari delle reti di corruzione”. Questa legge elettorale ha portato al boicottaggio delle elezioni legislative. Tuttavia, Suad Mojal Al-Mizyed ricorda che “i passi avanti nella democrazia si ottengono con un lavoro costante […] che comincia con il votare, non ci sono altre opzioni pacifiche”.

Una donna deposita la propria scheda nell’urna per le elezioni legislative nella città di Hawally il 5 dicembre 2020 (Source : AP – Jaber Abdulkhaleg)

Le recenti elezioni legislative hanno confermato questo rinnovamento costante della classe politica con 31 nuovi deputati su 50. L’analista Ayed al-Manaa dichiara che “questo rappresenta la rabbia degli elettori davanti al bilancio del Parlamento precedente”. Di fatto, l’opposizione ha raccolto 24 dei 50 seggi dell’Assemblea. C’è da notare che l’unica donna deputata ha perso il proprio seggio, e che tra 28 altre donne candidate, nessuna è stata eletta. La rappresentatività delle donne nel Kuwait resta dunque sospesa. Neanche l’elezione di 30 candidati con meno di 45 anni sembra promettere molto per i giovani che aspettano delle riforme.

Fonti delle immagini

Immagine di copertina : Jorono https://pixabay.com/fr/photos/international-drapeau-koweït-2693247/

Tavola realizzata da The Economist perspective.usherbrooke.ca/…/BMTendanceStatPays

Seconda immagine : Disponibile sur RFI https://www.rfi.fr/fr/moyen-orient/20201206-législatives-au-koweït-l-opposition-renforce-sa-présence-au-parlement

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