Il matrimonio precoce, un flagello senza fine

Tradotto da Agnese Biliotti, riletto da Lorena Papini

Il matrimonio precoce consiste nell’unione forzata tra un minorenne e un adulto oppure un altro bambino. Costretto dai suoi tutori, il bambino si sposa contro la sua volontà. Sia femmine che maschi sono vittime di questo fenomeno. Secondo l’Unicef, nel 2019, 115 milioni di bambini maschi sarebbero stati costretti a sposarsi durante la loro infanzia. Tuttavia, sono le femmine ad essere le più colpite. Nel 2016, 700 milioni di bambine si sono sposate così.

L’Africa è il continente dove questa pratica è più comune. Nel 2017, 4 milioni di bambine si sono sposate prima dei 17 anni. I Paesi più colpiti sono quelli in via di sviluppo, e ciò avviene soprattutto nelle famiglie con redditi modesti. Questa abitudine ha numerose conseguenze sul bambino, sul suo sviluppo personale e sulla sua evoluzione nella società, che poi si ripercuotono sul lungo termine. In questo articolo, cercheremo di spiegare questo fenomeno che sembra non aver fine e che rischia di protrarsi ancora a lungo.

Quali sono le cause del matrimonio precoce?

Ecco elencate le motivazioni che ogni anno portano al matrimonio precoce e forzato di milioni di bambine:

La disuguaglianza tra i sessi: vista come essere “inferiore” all’uomo, la donna non ha il diritto di esprimere il proprio consenso quando le viene imposto un matrimonio.

La povertà: in alcuni Paesi, le figlie sono considerate dei fardelli di cui sbarazzarsi. Spesso la famiglia della giovane chiede alla famiglia dell’uomo una certa somma di denaro e una lista di regali (chiamati dote) per permettergli di sposarla. Perciò, visto come un vantaggio, il matrimonio precoce è fonte di arricchimento finanziario per alcuni genitori.

Pratiche tradizionali: in alcune culture, il matrimonio avviene senza consenso. Perciò, da generazioni, questo è ciò che capita a molte donne. Alcune vengono rapite e vendute per essere sposate contro il loro volere. Nessuno vuole quindi stroncare il ciclo.

Non applicazione delle leggi: alcuni genitori riescono a sviare la legge del proprio Paese che vieta il matrimonio di figlie minorenni.

Situazioni d’emergenza: motivazioni politiche, sociali o sanitarie spingono alcuni genitori a far sposare a forza le proprie figlie. Il Covid-19 ha fatto raddoppiare il numero di matrimoni precoci di bambini. In alcuni luoghi, per fuggire dalla miseria, i genitori fanno sposare i loro figli contro il loro volere per trarne beneficio. Secondo un report dell’Unicef, a causa della pandemia, le famiglie potranno ricorrere solo al lavoro dei bambini, al matrimonio precoce e all’abbandono scolastico per sopravvivere. Rolee Singh, direttore della campagna “1 Step 2 Stop Child Marriage” dichiara di aver visto “un aumento dei matrimoni di minori durante l’isolamento. La disoccupazione cresce, le famiglie fanno fatica a sbarcare il lunario e pensano che sia meglio far sposare le proprie figlie”.

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Paesi diversi, leggi diverse: alcuni esempi

In Camerun, la legge è spesso trasgredita. Nonostante la Costituzione vieti il matrimonio prima dei 16 anni, i minori spesso si sposano. Stessa cosa per la Guinea, dove il codice penale del febbraio 2016 vieta il matrimonio forzato (art. 319-1). Inoltre, costringere una persona o non far valere il suo consenso, è punito da 3 mesi a 1 anno di galera e con una ammenda, o una delle due pene (art. 320). Effettivamente, il consenso della persona che deve sposarsi è obbligatorio. Tuttavia, non vi è alcuna sanzione contro il matrimonio tradizionale. Spesso, in questo Paese, le giovani fuggono. Ma la sorella maggiore o la più piccola devono poi sostituire la ragazza per preservare “l’onore” della famiglia.

In alcuni Paesi, la religione prevale. In Malesia, l’autorizzazione di un tribunale islamico poteva rendere legali i matrimoni precoci. Lakshmi Sundaram, ex presidente dell’associazione Girls Not Brides, ha dichiarato che “il contesto religioso e tradizionale hanno spesso la meglio su quello ufficiale. Generalmente, se un consiglio religioso dà il suo consenso, il matrimonio sarà poi anche accettato agli occhi della legge e della società”.

La Malesia è un Paese che ha subìto numerose pressioni dalle ONG contro il matrimonio precoce che devasta il Paese. Tuttavia, è entrata in vigore una legge per stoppare questo flagello. Nell’ottobre 2018, il primo ministro della Malesia, Mahathir Mohamad, ha reso legale il matrimonio a partire dai 18 anni, senza alcuna eccezione. In Africa occidentale, il Niger, Paese molto religioso, autorizza il matrimonio dall’età di 15 anni. Tuttavia, in alcune regioni, ragazzine di 12 anni possono comunque sposarsi. I loro genitori sperano di “preservarle” da eventuali gravidanze fuori dal matrimonio. Come possiamo vedere, ogni Paese ha il suo modo di vedere le cose.

Conseguenze del matrimonio precoce

Per queste ragazze, è impossibile andare a scuola per studiare perché devono assolvere agli obblighi familiari fin dalla giovane età. A causa del matrimonio precoce, diventano madri molto presto e devono gestire il nido familiare. Questo fenomeno rafforza dunque l’analfabetismo. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha censito che più di 617 milioni di adolescenti e bambini non hanno le competenze base in lettura e matematica; dato alquanto allarmante.

Inoltre, il matrimonio precoce non serve per uscire dalla povertà. Infatti, queste giovani non hanno la possibilità di studiare e dunque di trovare un lavoro. Sono quindi sotto la tutela del marito e di conseguenza, dipendono da lui. Possono così diventare vulnerabili se l’uomo in questione è violento con loro e/o con i figli.

Subiscono dunque una maternità precoce. L’indagine demografica e sanitaria del 2018 in Camerun indica che le adolescenti che hanno già iniziato una vita feconda aumenta rapidamente con l’età. I dati sono inquietanti: il 4% delle giovani di 15 anni, il 23% delle adolescenti di 17 anni e il 49% di coloro con 19 anni rimangono incinte. Questo è sicuramente in parte collegato ai matrimoni precoci, fenomeno più diffuso nelle zone rurali e svantaggiate che in luoghi urbani (32% contro 17%). Occorre anche ricordare che la loro giovinezza le rende vulnerabili alle infezioni sessualmente trasmesse. Inoltre, le gravidanze premature sono un rischio per queste bambine. Troppo giovani, il loro bacino non è abbastanza largo per supportare il parto e possono dunque morirne.

In poche parole, il matrimonio precoce le priva della loro spensieratezza e dà loro troppe responsabilità fin dalla giovane età quando invece dovrebbero essere a scuola, lontane da qualsiasi dovere.

Fonte: Flickr – @samnasim

Quali sono le battaglie portate avanti contro questo flagello?

Questo flagello provoca numerose reazioni dal momento della sua scoperta. Nel 1956, la Convenzione supplementare sull’abolizione della schiavitù ha vietato il matrimonio forzato delle giovani (articolo primo). Inoltre, nello stesso articolo, la convenzione esige l’istituzione di un’età minima per il matrimonio, con il consenso degli sposi, nel quadro di una unione civile o religiosa. Ma alcuni Paesi non applicano sempre queste regole.

La battaglia contro il matrimonio precoce fa parte degli obiettivi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questa battaglia è inclusa nell’obiettivo 5, che si chiama “raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze” e che ha da allora portato qualche frutto. Nel marzo 2020, l’ONU ha dichiarato che contava di proteggere milioni di bambine dal matrimonio precoce entro il 2023.

Inoltre, varie associazioni lottano contro questa pratica. Possiamo vederlo nell’associazione Girls Not Brides. Questa ONG ha lo scopo di diminuire il tasso di matrimoni forzati. Il sito denuncia anche le condizioni di vita di queste giovani, costrette al matrimonio precoce. Oltre a ciò, vi è una denuncia di questo fenomeno anche attraverso la letteratura. Ad esempio, Djaili Amadou Amal, scrittrice di origine camerunense, costretta a sposare il sindaco della sua città all’età di 17 anni, denuncia nel suo libro, Le impazienti, la poligamia e il matrimonio precoce che una delle eroine subisce.

Des garçons et des filles de la communauté de Saraniya posant pour des photos après leur cérémonie de fiançailles au village de Vadia, dans l'État du Gujarat.

Fonte: @Reuters/Amit Dave

Conclusione

Il matrimonio precoce è un flagello che occorre continuare a combattere e che deve cessare. Tuttavia, questa pratica persiste ancora in tutto il mondo. Nelle zone rurali e povere, i genitori non vedono altra scelta che far sposare le proprie figlie perché ciò permette loro di ottenere dei benefici. Dall’altra parte, alcuni Paesi non prendono sempre in considerazione l’evoluzione dei costumi e della società, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne. In Somalia, Paese in cui non c’è un’età minima richiesta per sposarsi, un progetto di legge è stato proposto ad agosto 2020 per legalizzare i matrimoni precoci.

La pandemia potrebbe accrescere la violenza di genere e provocare milioni di matrimoni precoci. È in parte a causa dell’isolamento se il fenomeno si aggrava per via dell’impossibilità di far tornare i bambini a scuola. Ahimè, ciò potrebbe rimettere in discussione la diminuzione considerevole del numero di matrimoni precoci come dimostrato da questo studio dell’ONU: https://news.un.org/en/story/2018/03/1004192

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