Photo où l'on peut voir le drapeau des Etats-Unis ainsi qu'un autre drapeau où il y'a marqué "Vote", afin d'encourager les Américains à voter

Il voto negli Stati Uniti: razzismo al cuore delle elezioni presidenziali americane

Tradotto da Letizia Garlatti, riletto da Lorena Papini

L’origine etnica e il razzismo sono fattori importanti che possono motivare o frenare gli elettori a votare. Il razzismo ha modellato le elezioni presidenziali americane a lungo ed il problema persiste ancora oggi.

Una strategia di comunicazione per influenzare i voti

Al contrario dell’Australia e di un pugno di altri Paesi democratici, il voto negli Stati Uniti è volontario. I cittadini devono essere incoraggiati a votare. Tuttavia, a causa di un pubblico polarizzato e radicale, questa missione diventa complicata. Infatti, risulta estremamente difficile spingere gli elettori ad allontanarsi dal partito al quale sono fedeli da tempo. I candidati tentano, quindi, di mobilitare il loro gruppo di sostenitori e di soffocare quello dell’avversario.

Alcuni strateghi della campagna avevano previsto che la performance di Donald Trump in occasione del primo dibattito presidenziale avrebbe dimostrato “forza”. Credevano che la sua strategia di comunicazione sarebbe piaciuta alle donne caucasiche, delle quali ha perduto il sostegno di massa negli Stati chiave. Trump, invece , si è rivolto a un gruppo di suprematisti bianchi, i Proud Boys, dei quali ha dichiarato di volere il sostegno.

Ritorno ad un passato vergognoso

I teorici democratici sostengono la teoria per cui una forte partecipazione dà la legittimità al sistema politico. Ciò è possibile se ci si assicura che tutte le voci siano ascoltate all’interno del processo democratico. Tuttavia, in pratica, la manipolazione della partecipazione elettorale e la repressione specifica degli elettori di colore sono elementi ricorrenti nella storia delle elezioni americane.

Gli schiavi non avevano ovviamente il diritto al voto. In seguito alla Guerra Civile degli anni 1860, gli afroamericani recentemente liberati si sono impadroniti di tale diritto. Infatti, hanno inviato diversi uomini a rappresentare gli Stati sudisti al Congresso. All’inizio degli anni 1870, però, i bianchi ricchi hanno sistematicamente privato del voto sia gli elettori di colore che i bianchi della classe operaia, attraverso una grande varietà di regolazioni. La clausola di anteriorità decretava che gli uomini neri potessero votare solo se il loro nonno possedeva i requisiti richiesti per votare prima del 1867. La violenza alle urne elettorali ha tenuto gli afroamericani lontano dai seggi per decenni.

Quando Donald Trump incita i sostenitori a offrirsi volontari per essere “osservatori dei seggi”, ciò rappresenta un passo indietro. Egli mantiene questo passato storico, che ha dominato la politica degli Stati sudisti fino al movimento per i diritti civili.

Nuovi mezzi per reprimere i voti degli elettori

A partire dal movimento per i diritti civili, gli elettori afroamericani sceglievano a grande maggioranza il candidato democratico alle presidenziali degli Stati Uniti. Di conseguenza, sono emerse nuove forme di soppressione per fermare questa tendenza. Dal 2010, 25 Stati hanno introdotto nuove misure che rendono difficile il voto agli elettori. Ad esempio, si richiede agli elettori di registrarsi prime dell’elezione. In undici Stati, le persone condannate per delitti sono state escluse dal voto per molto tempo dopo che le loro pene siano state scontate o le loro cauzioni siano state pagate. Queste leggi hanno permesso che almeno 6 milioni di adulti abbiano perso il diritto al voto. Tali metodi penalizzano particolarmente le persone povere e poco istruite. Gli afroamericani, gli amerindi e, in modo più leggero, i Latini, sono stati i più colpiti da queste disposizioni.

In Florida, dove la privazione del diritto di voto ha riguardato più del 20% degli afroamericani, alcuni elettori hanno annullato il divieto di votare. I legislatori repubblicani dello Stato hanno presto trovato un mezzo per assicurarsi che 775000 persone non abbiano ancora diritto a votare. Infatti, hanno giudicato inammissibile chiunque abbia spese giudiziarie straordinarie.

In Georgia, il segretario di Stato repubblicano Brian Kemp ha sconfitto la popolare avversaria afroamericana democratica, Stacey Abrams, per un pelo. Kemp ha, quindi, ottenuto il posto di governatore nell’elezione del 2018, ma il suo successo si è manifestato al momento di squalificare spietatamente 53000 elettori. Il 70% di questi era afroamericano e il 30% bianco. Per votare, era necessario soddisfare il requisito di una “corrispondenza di firma”

23 octobre 2018, Atlanta, GA - Stacey Abrams et Brian Kemp ; Lors de cette élection pour le poste de gouverneur, voter était difficile. Les électeurs ne pouvaient pas voter par correspondance, car il y'avait soi disant des signatures "incompatibles".

Degli elettori attivi

Le due fazioni hanno bisogno di spingere i loro sostenitori a votare. Il tasso di partecipazione degli afroamericani era più elevato in occasione dei mid-terms del 2018 che nel 2014. Joe Biden, che ha bisogno di assicurarsi di aver abbastanza voti pro-democratici e/o anti-Trump, ha puntato sul seguire tale tendenza.

Gli afroamericani avevano molti più motivi a votare del solito, tra cui: la partecipazione degli afroamericani al movimento Black Lives Matter (BLM), i tassi elevati di contagio di Covid-19 all’interno della comunità afroamericana e i conseguenti decessi, ma anche le grandi conseguenze economiche della crisi sanitaria per le stesse comunità. Un altro motivo è l’elezione di Kamala Harris come prima vice-presidente afroamericana, oltre all’esperienza di Joe Biden, a fianco di Barack Obama per otto anni e la loro apparente buona relazione professionale ed amichevole.

2020, un anno colmo di sfide

Le elezioni del 2020 hanno assunto una posta in gioco eccezionalmente elevata, soprattutto per il futuro della partecipazione elettorale negli Stati Uniti. Negli ultimi quattro anni, Donald Trump ha trascorso il tempo a sollevare dubbi sul procedimento di voto. Se avesse potuto persuadere le legislature degli Stati repubblicani a mettere da parte il voto popolare sulla base di una presunta frode, la Costituzione avrebbe permesso che queste legislature selezionassero gli elettori da loro desiderati, per rappresentare lo Stato al Collegio elettorale. Ciò sarebbe stato un attacco senza precedenti all’ideale fondamentale di “una persona, un voto”.

Gli avvocati dei due partiti si preparano a portare la battaglia in un tribunale. Infatti, ciò potrebbe accadere se l’elezione si concludesse con una partecipazione elettorale controversa. Le controversie sono in grado di arrivare fino alla Corte Suprema, i cui giudizi possono pesare a lungo sulle partecipazioni elettorali.

L’era di Trump, che sosteneva la soppressione del voto, è sfasata rispetto ad una inclusività che ha preso piede nel corso degli anni. Altri quattro anni di Trump alla presidenza avrebbero molto probabilmente creato ulteriori ostacoli alla partecipazione elettorale. Invece, la vittoria Biden-Harris fornisce l’opportunità di prevenire il deterioramento della partecipazione elettorale e marca un aumento della rappresentanza delle donne afroamericane nella politica federale.

Joe Biden encourage les électeurs à voter pour le duo Biden/ Harris - Moment de l'annonce de la candidature à la vice-présidence de la sénatrice Kamala Harris, par Joe Biden, à Wilmington, dans le Delaware - 12 août 2020

Crédits Photos : Marco Verch Professional Photographer Flickr ; John Bazemore-Pool/Getty Images ; Biden for President – Flickr

Traduction de l’article : https://theconversation.com/racism-has-long-shaped-us-presidential-elections-heres-how-it-might-play-out-in-2020-147556

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