«Look At Her»: la perseverante

TRADOTTO DA MARGHERITA PELLEGRINI E ELEONORA MARCHIONI

Nell’ambito del progetto «Look At Her», Émilie Porée percorre il Sud-est asiatico alla scoperta di donne provenienti da ogni dove per farne un ritratto. Nel campus dell’Università di Slipakorn, vicino a Bangkok, è andata nella classe di Fah Today, professoressa di francese. Dopo aver pranzato alla caffetteria con i suoi studenti, Fah ci ha raccontato la storia della sua vita.

Cresciuta dalla nonna, Fah ha ricevuto un’educazione severa e religiosa. A 24 anni la giovane donna ha deciso di partire verso il sud del Paese per continuare gli studi. «Avevo voglia di guadagnarmi la mia indipendenza allontanandomi un po’ da casa, perché qui in Thailandia rimaniamo “i loro bambini” fino al matrimonio, senza avere l’autorizzazione di andare a dormire da un’amica o andare al parco dopo la scuola », racconta.  Dall’animo viaggiatore, confida che fin da piccola ambiva a diventare hostess di volo per poter viaggiare per il mondo alla scoperta di nuove culture. Durante gli studi Fah  eccelle nelle lingue straniere e in particolare in francese. Questa vocazione prevarrà sui sogni della bambina.

 «Per paura di ferire l’altro, a volte i Thai  si  autocensurano»

Dopo aver ottenuto la sua Laurea magistrale franco-thailandese, Fah decide di non fermarsi. Prepara i bagagli e parte in Francia per continuare gli studi. «Uno dei miei successi più belli è stato ottenere il dottorato ed essere riuscita, dopo molte prove, ad adattarmi allo stile di vita francese. Non conoscevo nessuno quando sono arrivata a Parigi ed ero completamente spaesata». Se Fah deve mettere a confronto la  cultura thailandese e quella  francese, afferma senza esitazione che sono state «la libertà d’espressione e potere dire di no» ad averla sorpresa maggiormente. I thailandesi non sono abituati a dire quello che pensano perché si preoccupano del benessere dell’altro. Per paura di ferire o mettere in imbarazzo a volte possono autocensurarsi. In Thailandia il fatto di rifiutare qualcosa è visto male. Letteralmente la parola “no” si traduce con “non si” in thailandese.

Di ritorno nel suo Paese di origine per esercitare la professione di insegnante, Fah oggi vive confrontandosi con le culture thailandese e francese. Da diciotto anni, ogni giorno, dà ai suoi studenti gli strumenti linguistici e culturali per aprirsi e interessarsi al mondo che li circonda.

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