Malesia: il paradosso inquietante della vittoria storica dell’opposizione

TRADOTTO DA SIRITO-OLIVIER CLAIRE E CORRETTO DA LONGO ALESSIA

Il 9 marzo scorso la coalizione dell’opposizione guidata dall’ex-Primo ministro, Mahathir Mohamad, ha vinto le elezioni legislative in Malesia. riesce così facendo per la prima volta a sconfiggere il partito al potere dal 1957. Riuscirà a cancellare i venti-due anni al potere del nuovo Primo ministro benché si tratti di una vittoria storica?

Questa vittoria può essere considerata come storica. Durante le ultime elezioni legislative, la coalizione dell’opposizione Pakatan Harapan (Alleanza della speranza) ha ottenuto 121 seggi al Parlamento con un partito del Borneo, cioè la maggioranza assoluta necessaria per formare un governo. Succede cosi’ alla coalizione Barisan Nasional (destra nazionalista e islamica, BN) al potere dall’indipendenza della Malesia dalla Gran Bretagna. Lo Stato del Sud est asiatico faceva parte di quei paesi che non avevano mai conosciuto un cambiamento di regime.

Una vecchia conoscenza

Il nuovo Primo ministro non è altro che Mahathir Mohamad, 92 anni, che ha controllato il paese con un pugno di ferro per ventidue anni, tra il 1981 e il 2003. Conosciuto durante l’indipendenza nel 1957, quest’ex medico è all’origine della potenza della coalizione Barisan Nasional nella quale figura il partito Organizzazione Nazionale Malesia Unificata (Umno), che dirige la penisola da quasi sessant’anni. Per certe persone Mahathir Mohamad è quello che ha rimesso il paese in piedi contenendo l’inflazione e facendo emergere delle metropoli come quella di Kuala Lumpur e Putrajaya (le due capitali della Malesia) e i loro costruzioni fiammeggianti. Per altre persone fu un dirigente autoritario, autocratico e manipolatore, pronto a utilizzare la repressione per allontanare i suoi nemici e la strumentalizzazione dell’islam al profitto dell’ascensione del partito per il quale agiva, cioè l’Umno. Mahathir faceva ugualmente dei malesi, un’etnia largamente maggioritaria, una priorità di fronte ad altri, soprattutto gli Indiani e i Cinesi.

Un’alternanza apparente

Foto : Mahathir Mohamad durante un’allocuzione davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 2003

Investito l’indomani della sua elezione, l’ormai più vecchio capo del governo al mondo, sostituisce così il suo proprio Delfino, Najib Razak mentre l’aveva aiutato, nel 2009, alla testa del governo. Coinvolto in uno scandalo enorme di appropriazione indebita di fondi pubblici, Najib Razak ha visto il suo mentore elevarsi contro lui e fare defezione a l’Umno per allearsi all’opposizione che perverrà poi a dirigere. Erano già alcuni anni che Mahathir criticava il suo ex-protetto, soprattutto quando quest’ultimo aveva fatto adottare delle leggi securitarie destinate a censurare i suoi detrattori. Mahathir desidera pentirsi dei suoi numerosi mandati e desidera rovesciare il sistema che ha lui stesso contribuito a far nascere e promette delle riforme progressiste, di lottare contro la corruzione, di essere più trasparente, di favorire l’equa ripartizione delle ricchezze del paese, il tutto somettendo un programma che s’indirizza a tutte le minoranze e religioni, senza discriminazione.

Inoltre, Mahathir ha promesso che in caso di vittoria, cederebbe il suo posto al Primo ministro, al suo ex braccio-destro, Anwar Ibrahim, che aveva licenziato nel 1998 a causa di divergenze politiche durante la crisi economica. L’ex vice-primo ministro fu imprigionato a due riprese per sodomia, un crimine in Malesia. L’uomo di 70 anni si è visto concedere la grazia dal re Muhammad V ed è uscito di prigione il 16 maggio scorso.

Un gioco di maschere

Pertanto la transazione di potere dovrebbe essere più lunga del previsto. “Ho un’esperienza di ventidue anni come Primo ministro. Penso che il governo può averne bisogno, dunque rimarrò per tutto il tempo che la mia esperienza sarà utile. Ma non troppo” avrebbe detto il primo giorno del suo mandato.

Secondo un accordo recente, Mahathir Mohamad rimarrebbe al potere per uno o due anni prima di essere sostituito da Anwar. Benché la loro improvvisa complicità abbia ritrovato il suo splendore, quanto tempo durerà? Tutta la sfida di un’alternanza, ambita da molto tempo da certe persone, è di modernizzare un paese roso dalla corruzione e nella quale la popolazione è avida di libertà e molto coinvolta nella società civile.

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