Malta: il destino dei migranti durante la pandemia

Tradotto da Letizia Garlatti, riletto da Lorena Papini

Malta è accusata di respingere migranti, azione illegale denunciata dalle ONG. Un centinaio di persone è ancora in quarantena lungo la costa del Paese, senza autorizzazione allo sbarco. Malta fa appello alla solidarietà europea per ricevere aiuto in questi tempi difficili.

Alarm Phone, una ONG che raccoglie le chiamate telefoniche di persone in pericolo in mare, ha pubblicato di recente un video polemico. Nella pubblicazione, si intravede la marina maltese che minaccia un’imbarcazione, probabilmente per dissuaderla dal continuare la rotta verso il Paese. Secondo alcune testimonianze dei superstiti, i militari maltesi hanno puntato le armi nella loro direzione e hanno fatto delle manovre pericolose vicino alla nave. In seguito, hanno aiutato i passeggeri. Invece di portarli a Malta, hanno fornito loro un nuovo motore perché arrivassero in Italia.

Un comportamento crudele, che Alarm Phone ha denunciato. A causa della crisi sanitaria, nessuna nave umanitaria naviga nelle acque mediterranee. Quest’assenza di aiuti inquieta le ONG, come spiega Vincent Cochelet, rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in un’intervista per il giornale InfoMigrants. “Se gli Stati europei non vogliono assumersi la responsabilità del salvataggio in mare, che lascino il posto agli attori della società civile. Se un edificio va in fiamme in Europa, non si penserebbe a chiamare i pompieri? E’ la stessa cosa in mare”.

A Malta, 160 migranti sono ancora in quarantena su una nave, nonostante abbiano terminato il periodo obbligatorio. Il Paese si rifiuta di sbarcarli senza aver prima concluso un accordo con gli altri Stati europei. Un accordo che Vincent Cochelet definisce complicato, perfino impossibile: “Malta vuole, infatti, una ridistribuzione europea di questi migranti, ma è impossibile, considerando il contesto attuale, soprattutto per la chiusura di molti confini in Europa a causa della crisi sanitaria. E’ semplicemente irrealistico”.

L’Europa sta usando la scusa del Covid-19 per non venire in aiuto ai migranti?

Per colpa della situazione attuale, una parte dei confini è chiusa. Ciò rappresenta un ulteriore ostacolo per i migranti nell’ottenere accesso a cure mediche e ad una vita migliore. Malta, Italia e Spagna sono sulla prima linea d’arrivo dei migranti. Nonostante offrano un grande aiuto nel salvataggio e nell’accesso al Paese, è necessaria una distribuzione fra i diversi Stati. Specialmente per Malta, un piccolo territorio la cui capacità demografica raggiunge presto il limite. “Non capiamo che Malta è un territorio piccolo con una popolazione limitata (…) Tuttavia, il salvataggio in mare risponde a dei principi umanitari elementari. Le persone soccorse devono essere sbarcate sulla terraferma”.

Malta si trova in difficoltà di fronte alla rapida crescita degli arrivi di migranti, soprattutto quelli di origine libanese, che sono aumentati del 400% in 2020. Nel 2019, solo l’8% delle 3405 persone sbarcate a Malta si è spostato in altri Stati.
Considerate le attuali circostanze, è necessario un atto di solidarietà da parte degli altri Stati europei. Le ONG chiedono un accordo per offrire migliori condizioni di accoglienza e salvataggio a queste persone. Intanto, nell’attesa di una risposta, altri Stati che si trovano in prima linea, come la Spagna e l’Italia, continuano ad assicurare il salvataggio in mare.

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