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Turismo sostenibile: l’azione dell’Unione Europea

Tradotto da Letizia Garlatti, riletto da Lorena Papini

Il tema dello spostamento sostenibile è da tempo discusso dall’Unione Europea, in particolare nel settore turistico. Due progetti per viaggi completamente eco-friendly sono emersi al riguardo: The European Green Belt ed Eurovelo.

Nel 2019, la necessità di un’azione decisiva per promuovere uno stile di vita più sostenibile era sotto i riflettori. Eppure, all’interno dell’Unione Europea (UE), questa discussione risale all’adozione dei primi accordi internazionali in ambito ambientale. L’attenzione è particolarmente focalizzata sul trasporto, in quanto questo settore rappresenta il 25% delle emissioni di gas serra.

Evidentemente, lo spostamento è progettato in relazione con il turismo, sapendo che l’Europa è meta del 50% del turismo mondiale, secondo una statistica dell’Organizzazione Mondiale del Turismo risalente al 2017. L’UE è, quindi, impegnata nella discussione e nel finanziamento di diversi progetti per un turismo più sostenibile, come il turismo ciclistico. La punta di diamante di tali progetti sono The European Green Belt ed Eurovelo.

L’azione dell’Unione Europea

Il primo atto dell’UE sul turismo sostenibile è, a livello locale, il manuale “Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire”. Al suo interno, sono presentate le principali sfide per rendere le città europee adatte alle biciclette, ma anche soluzioni e buoni esempi.

Nel 2001, l’UE ha adottato il Libro Bianco sulla politica dei trasporti. Verso la fine, si possono trovare delle note, dei libri e dei piani sullo sviluppo del ciclismo in città. Nel 2010, viene pubblicata la nota “Promuovere l’uso della bicicletta”, un notevole riassunto dei risultati e delle politiche promosse negli anni precedenti.

Ma come trasferire un progetto da livello locale a livello nazionale e, in seguito, internazionale per favorire un turismo sostenibile europeo? Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, l’UE si appoggia alle associazioni ed agli enti locali. Infatti, la loro organizzazione è più flessibile e più presente nel territorio, in quanto queste ne conoscono le eventuali problematiche. Questa collaborazione si concretizza nel finanziamento, nel sostegno, nella promozione e nel riconoscimento a livello politico.

The European Green Belt

La Cintura Verde Europea è un progetto sviluppato lungo ciò che un tempo era la frontiera dell’Unione Sovietica. In seguito alla caduta dell’URSS, questo territorio era stato abbandonato dagli abitanti e non era sfruttato dall’agricoltura. La natura vi si è, quindi, ripresa i suoi diritti. Tale fenomeno ha dato vita a degli habitat e a dei paesaggi cha hanno richiamato l’attenzione di biologi, e in seguito di storici.

Nel 2002, è nata l’idea di uno spazio protetto e valorizzato e l’iniziativa è stata formalizzata nel 2003. Oggi, la Cintura Verde coinvolge 24 Stati organizzati in quattro gruppi regionali. Il progetto comporta obiettivi e progetti a livello locale, regionale e d’insieme. Ovviamente, questa regione valorizza in particolare le biciclette, alle quali è dedicato il “Iron Curtain Trail” (il percorso della Cortina di Ferro).

Eurovelo

Questo piano ambizioso consiste nel creare e sviluppare una rete di piste ciclabili che dovrebbero riuscire a percorrere l’Europa intera. Il progetto è gestito dall’European Cyclists’ Federation, la quale cura i percorsi e si incarica di stabilire quali strade possano essere considerate “percorsi ciclabili”.

Al momento della sua creazione nel 1997, Eurovelo era formato da 12 percorsi. Oggi, ce ne sono almeno 19, dei quali almeno uno in ogni Paese europeo (era questo uno degli obiettivi). Queste tratte sono legate a reti di alloggi specifici per cicloturisti. Le piste sono accessibili a tutti, indipendentemente dal livello di allenamento, e devono rispettare dei livelli di sicurezza specifici.

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