Uno in più!

TRADOTTO DA LETIZIA GARLATTI E SALVATORE NOLLI

Ci affrettavamo a lasciare il 2015 sperando in giorni migliori. E adesso, ecco che quasi ci manca.

Il 2016 è stato un anno di svolta per il nostro mondo. I tre eventi più degni di nota sono stati probabilmente la Brexit, l’elezione di Donald Trump e la caduta di Aleppo. Soltanto il tempo potrà confermare o smentire quest’osservazione. Tutto sembra traballare ed essere fuori controllo. L’umanità realizza un po’ alla vota che dovrà affrontare dei cambiamenti radicali… o scomparire.

Il ritorno del bastone comincia a farsi sentire. Sognavamo una società libera grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Speravamo che, ormai, chiunque potesse esprimersi, comunicare e condividere. Ed è proprio questo “chiunque” che ha condotto un uomo razzista, misogino e senza esperienza politica a capo della prima potenza mondiale. Tutto ciò che rappresentava i nostri valori fondamentali è ora rimesso in discussione. Mentre l’Occidente giurava solo sulla democrazia, siamo costretti a constatare che, evidentemente no, il popolo non ha sempre ragione.

Tuttavia, il 2017 non comincia unicamente sotto cattivi auspici. Cerchiamo di essere positivi. Positivi, perché non c’è altro da fare. Continuiamo a sperare. Cosa ci può permettere di vivere, se non la speranza? Che altra ragione c’è per andare avanti? Quale altra ragione ci porta a batterci, a combattere per i nostri ideali, se siamo noi stessi a non crederci veramente?

Anche buoni auspici, nonostante tutto

Cercando di mettere i bastoni tra le ruote al suo successore, senza alcun rispetto per la decisione del popolo, può darsi che il governo Obama stia finalmente sbloccando il dibattito sulla Palestina. Ed è già entrato nella storia: gli Stati Uniti hanno voltato le spalle al loro alleato ebraico nella diatriba sulle colonie in Cisgiordania. È oramai possibile sperare in un’attenuazione progressiva del conflitto israelo-palestinese.

Altrettanto è accaduto in Colombia, dove l’accordo di pace tra il governo e le FARC è stato firmato a discapito del “No” popolare espresso al referendum. La nuova versione del testo, leggermente modificata e adottata da entrambe le parti, decreta la fine della guerra civile nel Paese. Sono molti i colombiani che, sottoposti a un conflitto atroce da più di mezzo secolo, rifiutano il perdono dei guerriglieri. Nonostante tutto, sembra che i vertici spingano alla pace che la nazione aspetta da decenni. Lodevole.

Il 2017 sarà ciò che noi decideremo di farne

Allora, che fare? Continuare ad autocommiserarsi, ad avere paura, a protestare? O cercare di vedere tutto ciò che assomigli a un po’ di speranza e aggrapparvisi saldamente? Il 2017 non sarà né bello né brutto, ma sarà ciò che noi decideremo di farne. Ci apparirà come noi abbiamo deciso di vederlo. Ed è là che risiede il problema per qualcuno. Le informazioni vanno e vengono, con flussi di buone e cattive notizie. Le Journal International continuerà a informare con oggettività, serietà e soprattutto sincerità, per non subire più i cambiamenti di questo mondo, ma per unirci insieme per cambiare le cose.

Prendete tutto ciò che riuscite ed imbarcatevi!  Il 2017 è davanti a voi. Noi della redazione vi auguriamo un felice anno nuovo e vi facciamo i nostri auguri più sentiti. Speriamo che realizziate i vostri progetti e desideri, ma più di tutto, che troviate soddisfazione in ciò che vi succederà, anche se non l’avevate previsto all’inizio.

Foto dello striscione: “I migliori auguri”. Le decorazioni di fine anno a Milano, Italia. 1 dicembre 2016. Foto illustrativa. Di Alexis Demoment