Unione Europea: le sfide della Presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea

Tradotto da Riccardo De Vanna, riletto da Lorena Papini

La Cancelliera Angela Merkel, a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per un periodo quindi di sei mesi, avrà la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea (CUE). Quest’anno la presidenza di turno è condivisa con Portogallo e Slovenia.

Sul suo sito web dedicato, la Presidenza tedesca al Consiglio dell’Unione europea ha elaborato un rapporto di attività sul quale intende lavorare nei prossimi sei mesi. Tra gli obiettivi prefissati, al centro delle preoccupazioni vi è la questione della gestione della crisi provocata dalla pandemia Covid-19. L’Unione Europea non era sufficientemente preparata ad affrontare questa crisi e le varie conseguenze sanitarie, sociali ed anche economiche che si sono venute a determinare. Il 21 luglio 2020, dopo lunghe trattative al Consiglio europeo, i ventisette Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulla mutualizzazione del debito e un piano per la ripresa europea da 750 miliardi di euro, del quale beneficeranno in via prioritaria i Paesi del Sud.

Consiglio dell’Unione Europea?

A livello istituzionale dell’Unione Europea, il Consiglio europeo – noto anche come Consiglio dei Ministri – è una delle tre principali istituzioni europee insieme al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea. Il Consiglio dei Ministri ha sede a Bruxelles ed è composto dai ministri degli Stati membri e dal Presidente permanente e capo della diplomazia europea del Consiglio degli Affari esteri. Assieme al Parlamento europeo, esamina e approva il bilancio e le leggi europee presentate dalla Commissione europea.

La Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, introdotta dal Trattato di Lisbona nel 2009, è una presidenza a rotazione fra tre Paesi. Ogni Stato membro ha un periodo di lavoro di sei mesi. Il “trio” lavora in stretta collaborazione nel corso dei diciotto mesi, stabilendo obiettivi da raggiungere e proponendo un programma comune, le cui questioni indicate dovranno essere corredate da maggiori dettagli da parte dei tre Paesi. Il programma della Presidenza tedesca mira a rilanciare l’Unione Europea secondo una suddivisione in sei settori: un controllo duraturo della pandemia Covid-19 e la ripresa economica, un’Europa più equa, un’Europa sostenibile, un’Europa della sicurezza e dei valori comuni e un’Europa forte nel mondo.

“Ci sono grandi aspettative per la Presidenza tedesca” – Angela Merkel

Nel pieno dell’epidemia di Covid-19, la presidenza tedesca ha gli occhi puntati addosso. L’economia europea è stata duramente colpita e i Paesi del Sud come Spagna, Italia e Portogallo ne hanno fatto le spese. Alla luce della situazione economica che l’Unione Europea sta attualmente attraversando, la Presidenza tedesca si concentrerà in particolare sul piano di ripresa europeo, sia dal punto di vista economico che sanitario. Nel suo programma, la Presidenza tedesca afferma che l’Unione europea non sarà in grado di riprendersi da sola da questa crisi senza precedenti, motivo per cui è fondamentale la cooperazione tra gli Stati membri.

Per quanto riguarda il piano sanitario, l’Unione Europea deve mostrare solidarietà nel fornire farmaci e cure di cui i pazienti avranno bisogno. È quindi necessario che i ventisette Stati membri lavorino insieme e che la gestione di una crisi di tale portata non avvenga in modo unilaterale. I Paesi più colpiti, come l’Italia, non devono più sentirsi abbandonati dall’Unione Europea, che si è mostrata lenta nell’agire. La salute degli europei sarà quindi al centro delle future gestioni delle crisi in particolare rafforzando il meccanismo di protezione civile. Questo meccanismo è stato pensato per prevenire i disastri che potrebbero colpire i Paesi membri. Se la situazione di emergenza supera le capacità di gestione di un certo Paese membro, quel determinato Paese può chiedere aiuto su scala europea tramite questo meccanismo.

Dopo quattro giorni di negoziati al Consiglio europeo, la coppia franco-tedesca è riuscita a far adottare il piano di ripresa economica da 750 miliardi di euro da parte dei cosiddetti Stati “frugali”: Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia e Austria. Il bilancio pluriennale dell’UE per il periodo 2021-2027, pari a 1.850 miliardi di euro, è stato anche accettato dai ventisette. Giovedì 23 luglio, nel corso di una sessione plenaria al Parlamento europeo, gli eurodeputati hanno discusso le proposte economiche avanzate durante i negoziati al Consiglio europeo. Dopo oltre tre ore di dibattiti, gli eurodeputati hanno minacciato di bloccare il bilancio 2021-2027 in quanto non all’altezza e perché necessitava di essere rivisto.

Ambizioni geostrategiche e commerciali

L’Unione europea deve inoltre conservare il proprio posto sulla scena internazionale, in particolare dal punto di vista commerciale. Per affermarsi ulteriormente e preservare il suo peso economico all’estero, gli accordi commerciali tra l’Unione Europea e il Regno di Mezzo sono essenziali. Infatti, il vertice tra l’Unione europea e la Cina, inizialmente previsto per settembre 2020, si sarebbe dovuto svolgere a Lipsia, in Germania. Durante questo vertice doveva essere discusso e concluso un accordo, più equo e trasparente, sulla tutela degli investimenti. L’UE, attraverso le varie trattative con Pechino, intende migliorare le loro relazioni, che sono state compromesse dalla scarsa trasparenza durante la pandemia di Covid-19, ma anche a causa delle misure adottate durante le manifestazioni a Hong Kong e giudicate in contrasto con i diritti umani.

Restano da definire i termini di un accordo post-Brexit sulle future relazioni economiche tra il Regno Unito e l’Unione Europea. Il 7 luglio 2020 sono lentamente ricominciate le trattative tra Londra e Bruxelles, che erano state sospese durante la crisi sanitaria. Il compito si prospetta ancora più complesso poiché il primo ministro britannico Boris Johnson ha rifiutato di prorogare il periodo di transizione che si concluderà il 31 dicembre 2020, lasciando così poco tempo alle due parti per scongiurare un “no deal”. Nel caso in cui non si dovesse raggiungere un accordo, il Regno Unito dovrà attenersi alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’Unione Europea teme pertanto una concorrenza sleale da parte del Regno Unito a causa dei dazi doganali elevati e dei controlli accurati alle frontiere. La cancelliera tedesca mette in guardia contro la possibilità di un no deal.

Alla guida della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, la Germania ha tempo fino al 31 dicembre 2020 per portare avanti il suo programma e cercare di rafforzare l’Unione Europea. La situazione economica e sociale che i ventisette Stati membri stanno attraversando non le facilita affatto il compito e la mette di fronte a una situazione senza precedenti.

Foto di copertina, crediti: Marcel Langthim, Pixabay.

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