Crédit Hugo Dervissoglou.

La gioventù che rinnoverà l’Unione Europea

TRADOTTO DA LETIZIA GARLATTI E MARTA GIAMESIO

La gioventù dell’Est Europa, per la maggioranza pro-UE, è un’importante alleata nel progetto di rinnovamento del vecchio continente, ma ad alcune condizioni. Dietro invito dell’European Lab, l’autore Raphaël Glucksmann è stato intervistato dal giornalista Arthur House con la collega Lina Vdovii su iniziativa di Pascal Bertin.

Malgrado le rivendicazioni dei giovani, alcuni paesi dell’Est hanno deciso di voltare le spalle all’Unione Europea. Nel bel mezzo della crisi migratoria, l’Ungheria ha esteso i poteri del Primo ministro Viktor Orban e la Polonia ha eletto gli ultra-conservatori del partito Diritto e Giustizia. Raphaël Glucksmann sottolinea che quelle stesse nazioni erano ancora convinte sostenitrici dell’UE quindici anni fa [la maggioranza di esse è entrata a far parte dell’UE nel 2004, ndr].

I leader non sono riusciti a farsi amare dalla gente. “Questi politici utilizzano un linguaggio talmente tecnocratico da essere incapaci di rispondere in modo semplice a domande semplici”, afferma Raphaël Glucksmann. Dato il suo stretto legame con la Georgia, Glucksmann prende come esempio questa nazione e racconta chei Georgiani, per la maggioranza pro-UE, non vogliono più sentir parlare di visite dei commissari europei.

Giovani innamorati della libertà

Questi Paesi si sono orientati verso l’Europa a partire dal 1989, attratti soprattutto da unprogetto nuovo, diverso da quello dell’Est. La giornalista Lina Vdovii precisa che esistono ancora forti legami tra la Russia e il suo Paese natale, la Moldavia. Nel suo Paese d’adozione, la Romania, le manifestazioni contro la corruzione sarebbero ulteriori testimonianze di questa fedeltà. All’epoca, i manifestanti avevano organizzato manifestazioni “mostruose” attraverso i social network ed erano scesi in strada sventolando la bandiera europea.

I social network permettono alla gioventù del Paese di restare informati ed esprimersi quando, come accade in Russia, lo Stato controlla numerose fonti d’informazione. Sempre meno giovani si riconoscono nei partiti tradizionali: è un sintomo della volontà di impegnarsi in modo diverso, più che di una mancanza d’interesse.

Gli Europei dell’Est hanno un visto il populismo infiltrarsi molto più recentemente nel loro sistema politico. L’Europa potrebbe appoggiarsi di più su di loro per analizzare le causedella sua ascesa.

Crediti foto di copertina: Hugo Dervissoglou

Potrebbe interessarti anche