Iran: le donne in prima linea nella resistenza  

 TRADOTTO DA SILVIA MONTORSI E CORRETTO DA GIULIA STROZZI

Sabato scorso si è tenuta a Parigi una conferenza internazionale sul ruolo delle donne nel movimento per il cambiamento democratico in Iran e nelle manifestazioni che hanno infiammato il paese nel mese scorso.

Diverse dozzine di manifestanti uccisi dalle autorità di pubblica sicurezza, migliaia di arresti arbitrari, una dozzina di persone morte sotto tortura in prigione. Questo è il primo bilancio allarmante delle violazioni dei diritti umani nel paese, ma anche un segnale dell’ampiezza del movimento, che si è impegnato, e che continua ad impegnarsi, attraverso delle manifestazioni regolari in Iran.

Il tema dell’evento, organizzato dalla Commissione delle donne del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (CNRI), aveva il seguente titolo: “Le Donne, la forza del cambiamento: rivolte in Iran e ruolo delle donne”. Mentre sarà presto celebrata la Giornata Internazionale delle Donne, i difensori dei diritti delle donne di 23 paesi dei cinque continenti hanno reso omaggio alle lotte delle Iraniane per la libertà e l’emancipazione e hanno fatto appello alla solidarietà internazionale.

 “Abbasso il dittatore!”

Rama Yade, ex-segretario di Stato incaricato degli Affari Esteri e dei Diritti dell’uomo, che ha preso parte all’evento, durante il suo intervento ha dichiarato che “Il mondo ricorderà che ben lungi dall’essere un fuoco di paglia, questa rivoluzione è profonda. Il mondo ricorderà che essa è stata guidata dalle donne, da mogli, da madri, da sorelle. Il mondo ricorderà che, conosciute o sconosciute, esse saranno state la punta di diamante, l’ispirazione, la guida, il motore del risveglio iraniano. Il mondo ricorderà che il loro eroico sacrificio non sarà stato vano.

Le donne sono accorse numerose a sostegno delle Iraniane. Crediti foto Omid Khadir.

L’Iran oggi ha il volto di questa donna, nuova statua della libertà avvolta nella nebbia dei gas lacrimogeni che si innalzano davanti alle guardie rivoluzionare al grido di “Abbasso il dittatore!”.

 

Lavoro e diritti civili

Dal canto suo, Ingrid Betancourt, ex candidata alle presidenziali colombiane, ha dichiarato che “sebbene nel mondo vediamo che le donne si sono rivoltate, che hanno preso la parola, che hanno osato denunciare le molestie di cui sono state vittime, che c’è stato questo grande movimento del #MeToo su tutto il pianeta, ho sentito che alcune persone non capiscono la partecipazione della donna iraniana nella rivolta degli ultimi mesi. Non vogliono capire che queste donne in realtà sono un’ondata di persone e che esse stanno facendo tremare la dittatura iraniana. La fanno tremare perché, nel momento in cui si tolgono il velo, stanno esigendo lavoro per i giovani, ma anche i diritti civili di base, i diritti umani, l’abolizione della pena di morte, il “no” all’armamento nucleare e il “no” al velo obbligatorio.”

 

Le donne iraniane protagoniste nella lotta per la libertà

Aude de Thuin, presidentessa dell’iniziativa Women in Africa, si è a sua volta rammaricata del fatto che “la stampa si accontenta di dire che le donne osano togliersi il velo, senza menzionare il loro ruolo reale e la loro partecipazione alla rivolta. Come se per la stampa occidentale il fatto di levarsi il velo sia il solo diritto che esse reclamano. Che mancanza di curiosità da parte dei giornalisti, che non vanno ad intervistarle, ad interrogarle su quello che esse vogliono per il loro paese. Le donne sono un elemento indispensabile del movimento per un cambiamento profondo, che riguarda sia la loro vita che il loro paese. Giocano un ruolo da protagoniste rischiando tutto. È tempo che il mondo sappia che le donne iraniane sono delle protagoniste nella lotta per la libertà. Bisogna sostenerle.

Maryam Radjavi, la presidentessa eletta del CNRI, ha a sua volta affermato che “le donne iraniane non si sono alzate per reclamare solamente la loro libertà ; si sono alzate per liberare un intero popolo. Come testimonia l’esperienza di questi ultimi 39 anni, è impossibile soddisfare le domande più elementari delle donne all’interno di questo regime: dall’abolizione del velo obbligatorio all’eliminazione di qualsiasi tipo di discriminazione e di disuguaglianza.

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