Unione Europea: discorso sullo stato dell’Unione 2020, Ursula von der Leyen

Tradotto da Riccardo De Vanna, riletto da Lorena Papini

Mercoledì 16 settembre 2020 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato il suo discorso sullo stato dell’Unione Europea (SOTEU). Per più di un’ora, Ursula von der Leyen ha fatto il bilancio di un anno di presidenza e ha illustrato le sfide e gli obiettivi che l’Unione europea dovrà affrontare il prossimo anno. Il discorso di quest’anno si è svolto in condizioni particolari. In effetti, è consuetudine per i presidenti della Commissione tenere i propri discorsi presso il Parlamento europeo di Strasburgo e non a Bruxelles.

Sin dal 2010 e dal SOTEU dell’ex presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso, i vari presidenti che si sono succeduti, tra cui Jean-Claude Juncker e ora Ursula von der Leyen, fanno il resoconto dell’esecutivo europeo e ogni anno a settembre presentano i loro piani d’azione futuri. Per l’Unione Europea questo discorso è un modo di avvicinarsi ai suoi cittadini e di dar prova di trasparenza riguardo le proprie politiche. Il SOTEU 2020 si è concentrato in particolare sulla ripresa economica, sulla coesione sociale e sulle questioni ambientali.

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"L'avenir sera ce que nous en ferons. Et l'Europe sera ce que nous voulons qu'elle soit. . Cessons donc de la rabaisser. Et travaillons pour la construire. Pour la rendre forte. Et pour bâtir le monde dans lequel nous voulons vivre. . Vive l'Europe !" – @ursulavonderleyen . La Présidente de la Commission européenne prononçait aujourd'hui son premier Discours sur l'état de l'Union devant le Parlement européen 🇪🇺 . Parmi les propositions & priorités présentées ce matin : . 👉 renforcement des objectifs européens de réduction des émissions de gaz à effet de serre . 👉 lutte contre les inégalités . 👉 poursuite de la numérisation de l'Europe . 👉 protection des valeurs européennes . 👉 solidarité internationale & multilatéralisme . 👉 gestion européenne des questions migratoires . 👉 nouvelle stratégie pour l'espace #Schengen . 📷 © Union européenne, 2020 / Source : Service audiovisuel CE / Photographe : Etienne Ansotte . #SOTEU #NextGenerationEU #EUGreenDeal #DigitalEU #Europe #EuropeanUnion

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“Il futuro dipende da quello che faremo. E l’Europa sarà ciò che vogliamo che sia.
Cessiamo dunque di sminuirla. E mettiamoci al lavoro al suo servizio. Rendiamola più forte. E costruiamo il mondo in cui vogliamo vivere.
Viva l’Europa!” – @ursulavonderleyen
La presidente della Commissione europea ha pronunciato oggi il suo primo discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo
Tra le proposte e le priorità presentate questa mattina:
👉 Rafforzamento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas serra
👉 lotta contro le disuguaglianze
👉 ulteriore digitalizzazione dell’Europa
👉 protezione dei valori europei
👉 solidarietà internazionale e multilateralismo
👉 Gestione europea delle questioni migratorie
👉 nuova strategia per l’area #Schengen
📷 © Unione Europea, 2020 / Fonte: EC Audiovisual Service / Fotografo: Etienne Ansotte
#SOTEU #NextGenerationEU #EUGreenDeal #DigitalEU #Europe #EuropeanUnion

“Dobbiamo costruire un’Unione Europea della Salute più forte”. – Ursula von der Leyen

In un contesto alquanto particolare, la presidente della Commissione ha voluto iniziare il suo intervento facendo prontamente riferimento alla crisi sanitaria e al ruolo che l’Unione Europea ha svolto negli ultimi sei mesi. Nonostante le numerose critiche mosse dai vari Stati membri contro la mancata azione all’inizio della pandemia, l’UE è stata in grado di rispondere e di prendere iniziative per aiutare i paesi più colpiti. La Presidente della Commissione europea nel suo discorso ha difeso, bene o male, l’azione coordinata e unitaria degli Stati membri nel periodo della crisi sanitaria. Ha specificamente evocato la produzione e la consegna di mascherine tra i vari Paesi e i medici rumeni che hanno raggiunto l’Italia per curare i contagiati. In più ha riconosciuto che “questo virus ha messo a nudo i difetti dei nostri sistemi sanitari e i limiti di un modello che privilegia la ricchezza piuttosto che il benessere”.

Per evitare che una situazione del genere si ripeta qualora si verifichi una nuova crisi sanitaria, la Commissione von der Leyen rafforzerà il suo nuovo programma “l’UE della salute” aumentando i finanziamenti. Inoltre, per proteggere i paesi europei da una futura minaccia sanitaria, l’Unione Europea propone azioni e misure in tre fasi. In primo luogo, l’Agenzia europea per i medicinali e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie si vedranno rafforzare ruoli e mezzi d’intervento. Sulla base del modello americano, l’UE spera inoltre di creare un’agenzia per la ricerca e lo sviluppo biomedici più avanzati. Infine, l’UE deve ripensare le sue competenze in ambito sanitario – riflessioni e misure che dovranno essere discusse alla Conferenza sul futuro dell’Europa.

Il dibattito sull’ambiente

La Presidente della Commissione Europea si è soffermata più del previsto sulle misure volte a ridare slancio al patto verde per l’Europa – Green Deal. Il Green Deal è stato presentato per la prima volta al Parlamento europeo l’11 dicembre 2019 durante il discorso di Ursula von der Leyen sul progetto ambientale da lei stessa elaborato. Questo piano da 1.000 miliardi di euro mira a combattere il cambiamento climatico attraverso il raggiungimento della neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050. Attraverso il patto verde per l’Europa, l’Unione Europea dovrebbe diventare leader nella lotta contro il riscaldamento globale e la tutela dell’ambiente, diventando il primo continente a raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

La Commissione europea ha aumentato gli obiettivi del Green Deal. Da un lato, l’UE non punta più a una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra come era stato inizialmente previsto, ma bensì a una riduzione del 55% entro il 2030. Intende raggiungere questo risultato puntando sulle energie sostenibili e rinnovabili. Dall’altro lato, il 37% dei 750 miliardi di euro del piano di ripresa negoziato dai ventisette Stati membri in un vertice eccezionale del Consiglio europeo sarà destinato all’attuazione del Green Deal. Inoltre, per rafforzare la transizione ecologica, il 30% dei 750 miliardi di euro del piano di ripresa sarà finanziato con obbligazioni verdi. Con questa misura alquanto nuova, l’Unione Europea si posiziona come leader nella finanza verde. Nel corso del SOTEU, la von der Leyen ha dichiarato: “Siamo leader mondiali nella finanza verde e il più grande emittente di obbligazioni verdi in tutto il mondo. Siamo all’avanguardia nello sviluppo di una norma europea solida in materia di obbligazioni verdi.”

Ursula von der Leyen non ha mancato di ricordare gli impegni presi in merito alla lotta contro il cambiamento climatico stabiliti nell’accordo di Parigi firmato nel dicembre 2015. Raggiungendo la neutralità rispetto alle emissioni di carbonio, l’Unione europea rispetterà i propri impegni mantenendo il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius. Secondo la Commissione europea, “l’UE svolge un ruolo di primo piano nell’azione internazionale intrapresa per contrastare il cambiamento climatico. Ha contribuito in modo decisivo alla negoziazione dell’accordo di Parigi e continua a dare prova del ruolo guida a livello globale.”

Brexit: rischio di “no-deal”

In occasione del SOTEU, la presidente della Commissione ha messo in guardia dal rischio di un “no-deal”. Le trattative sono in corso tra Londra e Bruxelles e la data di fine del periodo di transizione si sta avvicinando rapidamente. Il 1° gennaio 2021, se non si raggiungerà un accordo, Londra dovrà affrontare il “no deal”. Tuttavia, il periodo è ulteriormente ridotto poiché il primo ministro britannico Boris Johnson vuole raggiungere un accordo entro il 15 ottobre.

Ursula von der Leyen ha inoltre insistito sul fatto che l’accordo sottoscritto negli ultimi 3 anni non può essere modificato unilateralmente. Boris Johnson aveva auspicato di riconsiderare il protocollo dell’Irlanda del Nord per decidere i controlli doganali tra quest’ultima e la Gran Bretagna. Tuttavia, questa modifica unilaterale violerebbe l’accordo del Venerdì Santo firmato nel 1998 per porre fine ai cosiddetti “Troubles”. L’Unione europea e il Regno Unito avevano però riconosciuto l’importanza di tale accordo al fine di evitare ulteriori conflitti sull’isola d’Irlanda. La Presidente della Commissione ha dichiarato in proposito: “Non può essere modificato unilateralmente, ignorato o disapplicato. È una questione di legge, di fiducia e di buona fede”. Inoltre, ha voluto sottolineare questa violazione della fiducia citando l’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher: “La Gran Bretagna non infrange i trattati. Sarebbe un male per la Gran Bretagna, un male per le relazioni con il resto del mondo, e un male per qualsiasi futuro trattato sul commercio”.

Verso l’abolizione del regolamento di Dublino

Dopo aver ricordato la crisi migratoria del 2015 che aveva profondamente diviso l’Unione Europea, ha annunciato che Bruxelles vuole abolire il regolamento di Dublino. Il regolamento di Dublino, adottato nel 2013, stabilisce che il primo Paese che accoglie un migrante si fa carico di conseguenza della sua richiesta di asilo. Sarà quindi sostituito da “un nuovo meccanismo di forte solidarietà”. La Commissione europea presenterà dunque il suo nuovo patto sulle migrazioni, che sarà maggiormente incentrato sull’ “umano e l’impronta d’umanità”. In risposta alla tragedia del campo profughi di Moria, la Commissione europea sta lavorando con le autorità greche per la realizzazione di un nuovo campo sull’isola di Lesbo. Ursula von der Leyen ha infine dichiarato che questa nuova politica in materia di immigrazione potrà essere realizzata solo se tutti gli Stati membri coopereranno. La partecipazione di ogni Stato membro è necessaria per affrontare la questione migratoria: “Ma tanto per essere chiari: se intensifichiamo i nostri sforzi, ci aspettiamo che tutti gli Stati membri intensifichino anch’essi i propri sforzi. La migrazione rappresenta una sfida europea e tutta l’Europea deve fare la sua parte”.

La lotta contro il razzismo e l’odio

La presidente della Commissione ha concluso il suo discorso presentando il piano d’azione – riguardo al razzismo e ai discorsi di incitamento all’odio – promosso dalla stessa Commissione. Innanzitutto, Ursula von der Leyen intende ampliare l’elenco dei reati previsti dall’Unione Europea per includere “tutte le forme di crimini d’odio e di incitamento all’odio”. In una fase successiva, la Commissione avrà per la prima volta un coordinatore nel settore della lotta contro il razzismo. Si prevede che egli lavorerà a stretto contatto con i cittadini, la società e le varie istituzioni.

Inoltre, le zone anti-LGBTQI non hanno posto nell’Unione Europea. La Commissione attuerà di conseguenza misure e azioni concrete per rafforzare e garantire i diritti delle comunità LGBTQI. L’Unione Europea aveva già sanzionato sei città polacche che si erano dichiarate anti-LGBTQI. Per questo motivo si erano viste negare sovvenzioni concesse nell’ambito di un programma di gemellaggio.

Il discorso sullo stato dell’Unione è stato poi seguito da un dibattito con gli eurodeputati presenti a Bruxelles. Ha suscitato numerose reazioni da parte dei diversi partiti politici. L’estrema destra ritiene che l’Unione Europea sia caduta nella trappola degli estremisti ecologici. La sinistra radicale la critica invece per non essere più orientata verso un’Europa sociale.

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